Toro News Toro Torino, il pagellone di fine stagione: Ebosse 6.5, la sorpresa più inaspettata

Torino, il pagellone di fine stagione: Ebosse 6.5, la sorpresa più inaspettata

Andrea Novello
Arrivato in sordina a gennaio, il difensore camerunense ha saputo guadagnarsi il posto da titolare a suon di prestazioni

Ammettiamolo: quanti, al suo arrivo nel mercato di gennaio, avrebbero scommesso anche solo un centesimo su Enzo Ebosse? Personalmente no, e credo di non essere stato l'unico. E invece ci siamo dovuti ricredere. Arrivato quasi in sordina, il difensore camerunense si è preso il Torino a suon di prestazioni, conquistando rapidamente una maglia da titolare. D'altronde era difficile aspettarsi un impatto del genere guardando il suo recente passato in Italia. Al Verona aveva collezionato appena 4 presenze nella prima parte di stagione prima del trasferimento in granata. Ancora peggio l'anno precedente, quando tra Serie A e Coppa Italia con l'Udinese era sceso in campo soltanto tre volte, prima del prestito ai polacchi dello Jagiellonia. Numeri che non lasciavano presagire una svolta così netta.

Ebosse, il braccetto sinistro che serviva come il pane

E invece al Torino la storia di Enzo Ebosse è cambiata completamente. Da quel Genoa-Torino di fine febbraio, la pesante sconfitta per 3-0 che costò la panchina a Baroni, il camerunense non è più uscito dall'undici titolare. Da lì in avanti sono arrivate 13 presenze consecutive e oltre 1.100 minuti giocati, diventando rapidamente un punto fermo della difesa granata. Il suo impatto non si misura soltanto nelle prestazioni offerte. Per la prima volta dopo diverso tempo il Toro ha trovato un mancino naturale capace di occupare stabilmente il ruolo di braccetto sinistro nella difesa a tre, una delle posizioni che più aveva creato problemi nel corso della stagione. Non è un caso che i numeri difensivi siano migliorati sensibilmente: nelle prime 26 giornate il Torino aveva incassato 45 gol, una media di 1,73 a partita; nelle 13 gare successive le reti subite sono state 18, con la media scesa a 1,38. Meriti condivisi, certo, ma anche Ebosse ha avuto un ruolo importante nella risalita che ha permesso ai granata di allontanarsi dalla zona calda e conquistare la salvezza con maggiore tranquillità.

Un assist e mezzo: qualità oltre la fase difensiva

Con Ebosse in campo il Torino ha beneficiato anche di una manovra più fluida e veloce. Il difensore ha garantito maggiore precisione nell'impostazione e una soluzione in più nella costruzione dal basso, dimostrando qualità tecniche spesso sottovalutate. A questo si aggiunge anche un contributo concreto in zona offensiva. Un assist e mezzo, per usare un'espressione cara agli appassionati. Il "mezzo" è arrivato nella vittoria per 1-0 contro il Pisa, quando un suo perfetto traversone ha innescato l'azione conclusa da Ché Adams dopo una deviazione involontaria di Pedersen. L'assist vero e proprio, invece, è arrivato nel successo per 2-1 contro il Sassuolo: ancora un cross preciso dalla sinistra e ancora un compagno trovato in area, questa volta Simeone, bravo a firmare di testa il momentaneo pareggio granata. Dal punto di vista difensivo ha svolto il suo compito con affidabilità, ma se c'è un aspetto che ha sorpreso davvero è stata la qualità mostrata palla al piede. Una caratteristica che ha dato al Torino qualcosa che per lunghi tratti della stagione era mancato.

Il voto: Ebosse è la sorpresa più positiva della stagione, 6.5

Alla luce del rendimento complessivo, Enzo Ebosse merita pienamente la sufficienza e qualcosa in più. Il voto assegnato dalla redazione di Toro News è 6.5. In una difesa che per gran parte della stagione ha navigato a vista, il camerunense è stato una delle poche note positive degli ultimi mesi e probabilmente il giocatore che ha superato maggiormente le aspettative iniziali. Naturalmente è giusto mantenere una certa prudenza. Ebosse ha disputato un buon finale di stagione, ma tredici partite rappresentano ancora un numero limitato per formulare giudizi definitivi. I suoi limiti restano evidenti e il Torino dovrà valutare attentamente il da farsi. Arrivato dall'Udinese con la formula del prestito e un diritto di riscatto fissato a circa 1.2 milioni di euro, il suo futuro è ora nelle mani del club granata. Cairo e Petrachi potrebbero decidere di confermarlo come alternativa affidabile in quel ruolo oppure cercare un profilo con maggiori garanzie. Una cosa però è certa: se oggi il suo nome è oggetto di discussione, è perché Enzino è riuscito a ribaltare completamente i pronostici che lo accompagnavano al momento del suo arrivo.