Torino, il pagellone di fine stagione: Zapata 6, poca titolarità per il capitano
Una stagione sufficiente per Duvan Zapata ma certamente non la migliore da quando veste la maglia granata. Rientrato dalla scorsa annata, dove ha accusato la rottura del legamento crociato che lo ha messo fuori causa dalla settima giornata in poi, il numero 91 del Toro ha fatto fatica a riconquistare la titolarità e si è dovuto giocare il posto con Njie e Kulenovic e soprattutto con Che Adams.
Copertina pagellone Zapata
La ripartenza dopo il grave infortunio non era scontata
Da certezza e bomber dell'attacco del Torino nell'anno antecedente la maledetta stagione dell'infortunio al ginocchio (12 gol e 4 assist per lui), Duvan ha dovuto fare i conti con l'aumento della concorrenza nel reparto offensivo e ad una difficoltà nel ritrovare la migliore condizione fisica. Comprensibile: la rottura di un legamento crociato a 33 anni potrebbe stroncare la carriera di diversi giocatori, ma non quella del colombiano, che con pazienza, duro lavoro e perseveranza è riuscito a rientrare per l'inizio di questa stagione, consapevole della sua importanza per la squadra e per lo spogliatoio granata, dati i suoi galloni da capitano ereditati nell'estate del 2024.I numeri della stagione di Zapata non sono tutto
Un solo ingresso in campo nelle prime 6 partite della Serie A 2025/26, nel quale l'attaccante di Santiago de Cali ha sbagliato un rigore, pareva il preludio di un'altra annata da dimenticare per il colombiano. Sulla panchina c'era Marco Baroni che anche nelle successive 5 gare lo ha impiegato con il contagocce. La condizione fisica saliva pian piano. E Duvan smaniava di poter dare una mano al Toro, che fin lì aveva accumulato 17 punti in 11 partite. Il ritorno nell'undici di partenza giunge il 24 novembre 2025, dopo più di 13 mesi di assenza, in uno dei match stagionali peggiori del Toro, nel 5-1 incassato all'Olimpico Grande Torino per mano del Como di Cesc Fabregas. Poi anche le prestazioni sono diventate sempre più convincenti. L'ottimo ingresso a Lecce nonostante la sconfitta, le rete, anche se inutile ai fini del risultato finale, del 2-0 contro il Milan, dopo un digiuno da oltre un anno l'assist per la marcatura decisiva contro la Cremonese.Dalla sfida contro il Como, partita con la Roma a parte, il classe 1991 ha sempre calcato il rettangolo verde, da titolare o subentrando, acquisendo minutaggio e fiducia. Con l'avvento di D'Aversa sono arrivate altre due reti nelle prime tre gare con il tecnico, completando il bottino personale di quest'anno. Sia chiaro Duvan nella sua carriera ha abituato ad altri numeri. Lo sa bene l'Udinese con cui in due anni ha messo a referto 19 reti e 8 assist. Lo sa bene la Sampdoria, che in un'annata ha beneficiato dei suoi 11 gol e 4 assist. E che dire della Dea, squadra con la quale ha tirato fuori il meglio del repertorio, sfornando 82 reti e 42 assist in 5 stagioni a Bergamo. Certo, l'apporto offensivo di Zapata con il Torino 2025/26 non è stato dei migliori, ma le attenuanti ci sono. E la valutazione va al di là della mera produzione offensiva, sia per il lavoro sporco e le sponde che offre una punta della sua stazza e del suo calibro, sia per la sua centralità nell'organico granata, come giocatore e come uomo squadra.
Il voto: una sufficienza per Zapata in una stagione di ripartenza
Con un contratto che lo lega alla causa granata ancora per un anno, il colombiano punta a tornare sui suoi livelli per la prossima stagione. Perché sebbene qualche gol sia mancato, ciò che non è mai mancato è stato il suo sacrificio e la sua abnegazione per il Toro in un'annata personale delicata di ripartenza post infortunio. Si può quindi argomentare che sia venuta un po' meno la sua centralità nella struttura offensiva granata nell'ultimo anno, ma non si può discutere il fatto che ci sia sempre stato il suo apporto come figura leader e carismatica dello spogliatoio e del team.© RIPRODUZIONE RISERVATA