Torino, il prossimo step della gestione Mazzarri: lavorare sulla continuità
Walter Mazzarri ha preso il controllo della panchina granata da sei giornate: questo il lasso di tempo che separa il presente dall'esonero di Sinisa Mihajlovic. Se dal punto di vista prettamente numerico il Torino ha seguito finora il medesimo percorso compiuto all'andata - 11 punti conquistati, frutto di tre vittorie due pareggi ed una sconfitta, nel derby della Mole - passi avanti evidenti sono stati compiuti invece dal punto di vista tattico, là dove la squadra del tecnico toscano si è dimostrata più duttile, accorta, cinica e capace di adattarsi alle situazioni. Come ha spesso ricordato però lo stesso allenatore di San Vincenzo la strada è ancora lunga ed i versanti sui quali lavorare ulteriormente non sono pochi. Uno dei prossimi inevitabili step dello staff tecnico è rappresentato dal raggiungimento della continuità mentale. Non si tratta della costanza nei risultati di settimana in settimana, ma della "tenuta" psicologica all'interno di una medesima partita.
Torino FC v Bologna FC - Serie A
Insomma, la squadra sta apprendendo concetti nuovi - con grande e positiva rapidità a detta del tecnico - ed è stata sottoposta anche ad una seconda mini-preparazione atletica nel corso della sosta invernale: al netto di questi elementi, è vero che il Torino di Mazzarri ha ottenuto risultati positivi e fornito nel complesso prestazioni incoraggianti, ma non ha saputo ancora dimostrarsi interamente padrone del campo per tutta la durata dei 90 minuti. Molteplici le cause - le principali già menzionate - e differenti le situazioni, ma ad oggi un bilancio che resta sorridente è intaccato da questa lacuna: quel contraccolpo psicologico, quel momento di calo, che deve essere eliminato. Contro il Bologna è bastato un singolo passaggio a vuoto, ad inizio secondo tempo e dopo una prima frazione ampiamente dominata, per rischiare di regalare il pareggio all'avversario, con il rigore. Sul campo del Sassuolo è arrivata poi la prestazione forse meno brillante di questo nuovo ciclo, mentre anche con il Benevento i granata hanno accusato un calo - più mentale che fisico - dopo il primo gol fatto, patendo una fase in cui i sanniti hanno sfiorato il pareggio.
Discorso simile per la sfida all'Udinese, con i bianconeri che hanno approcciato meglio alla partita trovando non a caso anche la rete del vantaggio, poi annullata dal VAR. Infine, il derby della Mole: contro la Juventus il Torino era partito in maniera propositiva, ma dopo aver incassato la rete avversaria è di fatto sparito dal campo sotto il profilo delle occasioni create. Discorso diverso per la trasferta di Marassi: contro la Sampdoria è arrivata la miglior prestazione dell'era Mazzarri, condizionata tuttavia dall'espulsione di Acquah che - pur creando altre nitide occasioni - ha impedito al Toro di tenere il campo come in precedenza. Quel che manca a questo collettivo granata è, insomma, la continuità all'interno dello stesso match, la capacità di non "spegnere la luce" all'improvviso rischiando pericolosi passaggi a vuoto: ecco il nuovo step al quale punta Mazzarri.
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