Toro News Toro Torino-Inter 2-2, le statistiche: palleggio nerazzurro, colpi granata
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Torino-Inter 2-2, le statistiche: palleggio nerazzurro, colpi granata

Marco De Rito
La formazione di Chivu domina possesso e passaggi, ma quella di D'Aversa crea di più. Rimonta nella ripresa e pari meritato

“Nel primo tempo la qualità dell’Inter ci ha messo in difficoltà perché ci hanno fatto girare a vuoto. Ma nella ripresa i ragazzi ci hanno creduto maggiormente… forse alla fine avremmo potuto ribaltare del tutto il risultato”. D’Aversa usa le parole giuste per spiegare un 2-2 che nasce da due partite diverse dentro la stessa gara. L’Inter controlla la palla (63% a 37%) e palleggia con un volume enorme (599 passaggi a 344), ma il Torino non si limita a resistere: cresce con i cambi e, quando la partita si apre, trova modo e coraggio per riprenderla.

Le occasioni in Torino-Inter

Le occasioni, infatti, ribaltano il racconto del possesso. Il dato più pesante è quello dei gol attesi: Torino avanti 2.46 contro 1.46. Per i padroni di casa si registra anche un vantaggio nelle grandi occasioni (3 a 2). Ma per le due formazioni il numero di tiri è identico (14-14). L’Inter tiene la gara “in mano” con il palleggio, ma il Toro costruisce chance più pulite e più pesanti. Alla fine le grandi occasioni realizzate sono in parità (2-2) e i granata non ne sprecano nessuna (grandi occasioni mancate 0, contro l’1 dell’Inter). Anche la presenza in area va nella stessa direzione, perché i tocchi in area avversaria premiano l’Inter (25 a 22), ma senza trasformarsi in superiorità reale di qualità: l’xG resta granata e spiega perché il pari non sia un regalo.

L'atteggiamento delle due squadre

Sul piano dell’atteggiamento, la partita conferma la lettura dell’allenatore: primo tempo di sofferenza “a vuoto”, ripresa di fiducia e spinta. L’Inter entra più volte in zona offensiva (64 ingressi nel terzo contro 52) e gioca meglio nell’ultimo terzo (107 passaggi su 138, 78%, contro 59 su 99, 60%), ma il Torino compensa con intensità e recuperi: più contrasti totali (14 a 13), più intercetti (8 a 5) e più recuperi (44 a 38). E c’è anche un dettaglio che pesa nei pareggi “di rimonta”: i portieri. Il Torino finisce con 3 parate a 1 e “gol evitati” 0.50 contro -0.73 dell’Inter, segno che, oltre alla reazione, c’è stato anche un contributo concreto tra i pali di Paleari. In sintesi: l’Inter ha avuto la gestione, il Torino ha avuto la qualità delle occasioni nella fase decisiva. E quando succede questo, un 2-2 diventa più di un risultato: diventa una rimonta costruita, non casuale.