Torino-Juventus 2-2, le statistiche: i bianconeri creano di più, pari di cuore
"Con l’ingresso di Casadei le cose sono cambiate… la squadra ha dimostrato di avere il Dna del Torino, quello di non mollare mai… è stata la partita dell’amore”. D’Aversa la racconta così, e i numeri aiutano a capire perché il 2-2 lasci dentro due sensazioni opposte: orgoglio per la rimonta e amarezza per quanto è stato concesso. La Juventus ha avuto più controllo (57% di possesso contro 43% e 440 passaggi a 327), ma il Toro ha trovato due colpi pesanti quando serviva, trasformando il derby in una gara di nervi fino al 90’.
Torino FC v Juventus FC - Serie A
Le occasioni in Torino-Juventus
Le occasioni dicono che i bianconeri hanno creato di più e meglio, nonostante il risultato. I “gol attesi” premiano la Juventus (1.92 contro 0.85) e lo stesso vale per le grandi occasioni, 5-2, con un dato che pesa: chance sprecate 4-1. Anche il volume complessivo è bianconero (17 tiri a 12) e soprattutto dentro l’area (12 tiri in area contro 7). La vecchia signora ha una presenza costante nella zona calda certificata dai tocchi in area: 33 contro 11. Il Torino, però, resta dentro perché è più preciso quando sceglie di andare: tiri in porta 5-4 e “colpi” che, pur in una produzione inferiore, valgono il pareggio.
L'atteggiamento delle due squadre
L’atteggiamento è il punto che spiega il derby e dà senso alle parole sul “DNA”: il Toro soffre, ma non si spegne. Dietro i ragazzi di D’Aversa vincono più contrasti (60% contro 50%) e mettono più fisicità (15 contrasti a 12). Per Paleari è necessaria una partita vera: 2 grandi parate a 0, 5 prese alte a 0. E c’è un numero che racconta quanto la squadra abbia dovuto respirare e ripartire da dietro nel finale: 13 rimesse dal fondo contro 8. In sintesi, la Juventus produce più gioco e più occasioni, ma il Torino trova la forza di restare vivo e di rimetterla in piedi: un pari che, nei numeri, è “sofferto”, ma nel carattere è esattamente la partita che D’Aversa rivendica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA