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Toro in vendita? Il dossier tra le banche d’affari e il ruolo di Marco Fassone

Andrea Croveri
La società granata sarebbe al centro dell’interesse di fondi e investitori esteri, ma senza trattative ufficiali in corso

Da qualche settimana, negli ambienti della finanza sportiva starebbe circolando un dossier legato a una possibile cessione del Torino. Il documento, secondo indiscrezioni, sarebbe arrivato all’attenzione di alcune banche d’affari e operatori internazionali e tra i nomi più citati in questo scenario ci sarebbe anche quello di Bank of America, indicata come uno dei soggetti più attivi nel far rimbalzare la questione negli ambienti economici.

Nonostante le voci sempre più insistenti, sarebbe opportuno mantenere prudenza. Urbano Cairo, attuale presidente granata, ha infatti ribadito più volte pubblicamente che, al momento, non gli sarebbero pervenute offerte realmente concrete e credibili. Pur non chiudendo a priori alla possibilità di valutare una cessione, Cairo avrebbe lasciato intendere che, ad oggi, mancherebbe ancora un interlocutore solido con cui aprire una trattativa strutturata.

Fassone e i contatti con Cairo

In questo contesto sarebbe tornato d’attualità anche il nome di Marco Fassone, ex dirigente di Juventus, Napoli, Inter e Milan. Ricordato soprattutto per l’esperienza in rossonero e per la discussa campagna acquisti del 2017, negli ultimi anni si sarebbe spostato verso un ruolo più legato alla consulenza, lavorando come intermediario tra investitori internazionali e realtà calcistiche europee. Secondo La Stampa, nell'ultimo periodo Fassone avrebbe avuto contatti diretti con Urbano Cairo e ci sarebbero stati incontri riservati con l’obiettivo di valutare eventuali margini per presentare il Torino a soggetti esteri interessati.

Negli ultimi anni, Fassone avrebbe consolidato un profilo internazionale costruendo rapporti con ambienti finanziari sia in Medio Oriente che negli Stati Uniti. In particolare, avrebbe sviluppato legami con investitori provenienti da Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, mantenendo al tempo stesso un canale aperto con il mercato americano, anche grazie al ruolo di consulente che avrebbe assunto nel 2021 con Bain Capital. Tuttavia, il contesto geopolitico attuale e le tensioni internazionali avrebbero inevitabilmente rallentato l’interesse di alcuni soggetti, rendendo più complesso immaginare sviluppi rapidi.

Nonostante ciò, il Torino continuerebbe a essere considerato un club potenzialmente appetibile, soprattutto per le prospettive di crescita sul piano infrastrutturale legate al tema dello stadio Olimpico Grande Torino che potrebbe incidere in modo significativo sul valore complessivo di un’eventuale operazione. Al momento, però, non ci sarebbero riscontri su trattative già entrate in una fase concreta: il quadro sembrerebbe ancora quello di contatti esplorativi e valutazioni preliminari, in attesa di segnali più concreti da parte di potenziali acquirenti.