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IL TEMA

Toro, verso l’11° campionato consecutivo in Serie A: non succedeva dagli anni ’80

Alberto Giulini

La squadra si è stabilizzata nella massima serie: per trovare un filotto più lungo bisogna tornare a quello tra il 1960 ed il 1989

Dal 2012/2013 al 2022/2023: ora che il successo di Salerno ha di fatto certificato la salvezza, il Toro si prepara a disputare l'undicesimo campionato consecutivo in Serie A. Numeri che testimoniano come i granata siano riusciti a consolidarsi nella massima serie, lasciandosi alle spalle i periodi un cui erano frequenti retrocessioni e promozioni.

L'ULTIMA VOLTA - Per ritrovare un filotto più lungo bisogna fare un salto indietro nel tempo: l'ultima volta che i granata erano riusciti a disputare un maggior numero di campionati consecutivi nella massima serie risale infatti a più di trent'anni fa. Nello specifico, il Toro centrò la promozione al termine della stagione 1959/1960 e rimase in Serie A fino al 1988/1989: allora furono ventinove le partecipazioni consecutive al massimo campionato italiano. Da quel momento in poi, sono arrivate altre quattro retrocessioni che hanno portato ad altri dieci stagioni in cadetteria. Tra il 1989 e l'anno del fallimento, il miglior risultato dei granata quanto a partecipazione al campionato di Serie A è stato di sei stagioni tra il 1990/1991 ed il 1995/1996.

L'ERA CAIRO - Per ritrovare un Toro stabilmente in Serie A bisogna dunque arrivare fino ai giorni attuali, sotto la presidenza Cairo e nello specifico con il ciclo iniziato da Gian Piero Ventura sulla panchina granata. Con il tecnico genovese la squadra ha infatti centrato la promozione nel 2011/2012 e da quel momento ad oggi la squadra ha sempre disputato il campionato di Serie A. Questo non significa che si tratti di un traguardo da festeggiare, è legittimo per una squadra come il Toro che le aspettative siano più elevate rispetto alla semplice salvezza. Ma è altrettanto vero che i granata si sono ormai stabilizzati nel massimo campionato, lasciandosi alle spalle quel periodo in cui la squadra era abituata a frequenti retrocessioni e promozioni.