Vlasic accoglie Abate: "Fa un calcio offensivo, spero in una stagione di successo"
L'ultimo Mondiale, per Nikola Vlasic e la sua Croazia, si concluse con un bronzo. Un percorso che si era interrotto soltanto contro i futuri campioni del mondo: un netto 3-0 per l'Argentina in semifinale, prima che la squadra del ct Dalic si imponesse per 2-1 nella finale per il terzo posto contro il Marocco. Prima, però, un cammino contraddistinto da due partite al cardiopalma contro il Giappone agli ottavi e il Brasile ai quarti: entrambe le sfide videro la Croazia staccare il pass ai rigori. Vlasic, come afferma dal ritiro di Alexandria, in Virginia, in vista dell'esordio di mercoledì, ritrovarsi di fronte a tali out out sottolineerebbero un percorso ottimale: "Mi piace quella sensazione: dentro o fuori. Se si arriva ai rigori, significa che si è già fatta tanta strada".
Vlasic: "Abate ha praticato un calcio offensivo"
Vlasic, dopo l'esperienza in Qatar, ci ha fatto il callo: "Davanti a me c’è il secondo Mondiale, in qualche modo mi sento più tranquillo. Tutto questo mi è familiare, sono molto più sereno", dice. "Spero che possiamo ripetere quanto fatto in Qatar: tutti sono in salute e la cosa più importante è che rimanga così". La Croazia è inserita nel gruppo L in compagnia di Panama, Ghana e Inghilterra. Proprio i Tre Leoni, tra i più accreditati alla vittoria finale, segneranno un debutto già parecchio impegnativo per Vlasic e compagni. "Hanno individualità eccellenti", afferma. "Dovremo mantenere bene le distanze tra i reparti e fare attenzione ai calci piazzati, dove sono molto pericolosi".
Il numero 10 granata affronterà una sua vecchia conoscenza, Declan Rice, oggi all'Arsenal, incrociato durante la sua esperienza in Premier League con il West Ham: "Fin dal primo giorno si vedeva che era un giocatore di livello mondiale", racconta. "Gli ho sempre detto che avrebbe potuto giocare ovunque. Sono felice che abbia raggiunto questo livello, ci sentiamo e siamo rimasti in contatto". Amici, ma soltanto fuori dal campo: "Gli auguro il meglio, tranne che contro di noi".
Dopo l'annata vissuta oltremanica, il suo orizzonte è diventato Torino. La sua prima stagione in granata è stata proprio quella interrotta, nel pieno del campionato, dalla disputa dei Mondiali del 2022. Nell'ultima è stato nettamente il giocatore più determinante, nonostante le innumerevoli difficoltà. Ieri, anche negli Stati Uniti, è giunta l'eco dell'ufficialità di Ignazio Abate come nuovo tecnico del Toro. "Gli do il benvenuto", dice, incalzato dai giornalisti italiani. "Ha praticato un calcio offensivo, basato su un grande possesso palla. Spero che faremo una stagione di successo".
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