Figc, dopo Mancini e Ranieri tocca al direttore delle Nazionali: Bergomi o Zola
La rivoluzione della Figc da dove si era fermata. O meglio, da dove era esplosa. Prima il progetto affidato a Paolo Maldini e Leonardo, poi la scelta di Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico, dopo l'utopistico tentativo con Pep Guardiola rispedito al mittente, infine il clamoroso dietrofront. La candidatura dell'ex centrocampista, fortemente voluta proprio da Maldini e Leonardo, è saltata principalmente a causa delle polemiche legate ai suoi rapporti commerciali con lo sponsor russo Fonbet e altre cause nascoste. Da lì il castello è crollato in poche ore: Pirlo è uscito di scena e, subito dopo, anche Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni, rinunciando al progetto. A quel punto Giovanni Malagò è stato costretto a ripartire da zero. La scelta è ricaduta sul ritorno di Roberto Mancini per la panchina e su Claudio Ranieri come Presidente del Club Italia e Direttore Tecnico. Ora manca soltanto l'ultimo tassello del nuovo organigramma: il direttore delle Nazionali, una figura che dovrà fare da raccordo tra la prima squadra e tutto il settore azzurro.
Bergomi o Zola per completare l'organigramma
Secondo il Corriere della Sera, la corsa per il direttore delle Nazionali si è ormai ristretta a due nomi: Beppe Bergomi e Gianfranco Zola. Il primo porterebbe in dote l'autorevolezza di un campione del mondo e una profonda conoscenza dell'ambiente azzurro; il secondo, oggi vicepresidente vicario della Lega Pro, rappresenterebbe un profilo con esperienza dirigenziale già consolidata. La decisione è attesa entro la fine della settimana. Dopo giorni di caos, cambi di rotta e dimissioni eccellenti, la Figc prova finalmente a ritrovare una parvenza di direzione. Perché dopo tre Mondiali consecutivi visti dal divano, all'Italia non servono più improvvisazioni: servono stabilità, competenza e un progetto che duri ben oltre dei semplici nomi.
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