Adams, croce e delizia: conferma di lusso o cessione necessaria?
Si è visto un Torino con Ché Adams e si è visto un Torino senza Ché Adams. Se si riavvolge il nastro dell'ultima stagione, lo scozzese emerge come uno dei giocatori che più hanno inciso sulla crescita della squadra. Stando all'estate scorsa, Adams avrebbe dovuto partire dietro nelle gerarchie: Baroni stava lavorando su un 4-2-3-1 con una sola punta, Zapata (infortunato e in attesa di tornare) e Simeone a contendersi il ruolo, e Adams difficile da collocare, quasi un jolly offensivo da utilizzare anche sulla trequarti. Poi, però, il campo ha ribaltato tutto: il piede dello scozzese, ma soprattutto la sua capacità di leggere le situazioni e creare gioco, hanno convinto l'allenatore a cambiare strada. Il ritorno al 3-5-2 è passato anche dalla necessità di tenere in campo due attaccanti, perché rinunciare ad Adams era diventato impossibile. E quando Zapata è rientrato, l'ex Southampton ha tenuto botta, rimanendo un'opzione più che valida tra le rotazioni in attacco.
Il dubbio: pilastro o sacrificio?
Ora, però, è di nuovo tutto in discussione. Non le qualità del giocatore, quelle sono ormai certificate, ma il suo ruolo nel futuro del Torino. Adams ha già dimostrato di sapersi adattare: al salto dalla Championship alla Serie A, al cambio di partner in attacco, perfino al dover guidare il reparto offensivo da solo, come nell'annata con Vanoli. Ma è proprio qui che nasce il paradosso. Il Toro ha bisogno di costruire una squadra nuova e per finanziare il mercato serviranno anche delle cessioni importanti. E allora due domande diventano inevitabili: conviene tenersi uno dei migliori dell'ultima stagione o sfruttare il fatto che abbia mercato per ricavare risorse da reinvestire? Adams ha fatto così bene da meritarsi la conferma, oppure così bene da poter diventare uno dei sacrifici più importanti dell'estate?
Cairo lo blinda, il Mondiale lo mette in mostra
Intanto, dal club è arrivato un messaggio piuttosto chiaro. Il presidente Urbano Cairo, parlando del futuro dello scozzese, ha spiegato: “Ha fatto due anni con noi veramente molto positivi, è un giocatore molto forte secondo me. Ha ancora un grande potenziale di crescita. Anche se abbiamo il contratto in scadenza al prossimo anno, l'obiettivo è di sederci con lui e i suoi agenti, rinnovare il contratto e tenerlo, spero che lui abbia la stessa nostra intenzione. Intanto, ora deve andare ai Mondiali e gli auguro di fare un grande Mondiale”.Un'investitura importante, che però si intreccia con uno scenario da non sottovalutare. La rassegna iridata sarà una vetrina straordinaria e una buona competizione con la Scozia potrebbe attirare ulteriormente l'attenzione di club stranieri. Il Torino vorrebbe blindarlo e prolungarne il contratto, ma il Mondiale rischia di trasformarsi anche nell'evento capace di far impennare il valore del cartellino. E a quel punto il dubbio tornerebbe a essere lo stesso: trattenere uno dei propri leader o sacrificare Adams per finanziare la rivoluzione?
© RIPRODUZIONE RISERVATA