Calciomercato Torino, con la salvezza aritmetica scattano due riscatti obbligatori
Il campionato del Torino non è ancora finito, mancano quattro turni da disputare prima della conclusione della stagione (compreso un derby contro la Juventus, sempre fondamentale per i tifosi), ma il principale obiettivo è ormai arrivato. Con il pareggio contro l'Inter - e la sconfitta della Cremonese di Giampaolo a Napoli - i granata sono infatti aritmeticamente certi di poter partecipare alla Serie A anche nel 2026/27. Si tratta di un obiettivo minimo per una piazza come quella granata ma che due mesi fa al momento dell'esonero di Baroni non sembrava così scontato. Con questa certezza di aver raggiunto la salvezza arrivano anche i riscatti di due calciatori che finora erano solo in prestito in rosa.
FC Internazionale v Torino - Coppa Italia
Kulenovic arriva a gennaio e ora verrà riscattato
Uno dei rinforzi che il nuovo DS Petrachi aveva portato all'ombra della Mole nel mercato inverale, risponde al nome di Sandro Kulenovic. Il centravanti croato era arrivato al Toro in prestito oneroso da 0,5 milioni di euro più un conguaglio già stabilito con la Dinamo Zagabria e pari a 3 milioni di euro. Questo riscatto che la società granata aveva accordato con il club croato era un semplice diritto ma che si trasformava in obbligo nel caso in cui fosse arrivata la salvezza in Serie A. E così sarà: ora la dirigenza dovrà quindi versare questa somma nelle casse della Dinamo Zagabria e il cartellino di Kulenovic sarà quindi di proprietà a titolo definitivo.
Torino, scatta l'obbligo anche per Anjorin
Lo stesso discorso vale anche per Tino Anjorin, che si è di nuovo recentemente fermato per un problema fisico. Il costo che il Torino dovrà affrontare per il riscatto obbligatorio dell'ex Chelsea è di poco superiore rispetto a quello di Kulenovic. Come da accordi, i granata dovranno infatti riconoscere 4,5 milioni di euro all'Empoli per avere la totalità del controllo del cartellino del centrocampista inglese, ora che la salvezza è raggiunta ufficialmente. Ci sono invece altre situazioni relative a calciatori in prestito nel Toro che non hanno però questo diritto di riscatto che si "tramuta" in obbligo ora che il pericolo retrocessione è scampato: su di essi dovrà quindi essere la società a fare le sue valutazioni e a decidere come operare nel corso dell'estate.© RIPRODUZIONE RISERVATA