Toro News Calciomercato Gineitis, la pedina sacrificabile: per il Toro non è incedibile

Gineitis, la pedina sacrificabile: per il Toro non è incedibile

Andrea Novello
Il centrocampista lituano può essere ceduto e per il club granata non è indispensabile

Gvidas Gineitis potrebbe essere la pedina sacrificabile in un mercato del Toro, in cui le cessioni faticano ad andare in porto e anche la monetizzazione. Il suo agente ha confermato l'interesse del Celtic e sarebbe pronto a valutarne le offerte, che però non sono ancora arrivate. Dall'altra parte c'è il Toro, che come detto sta facendo fatica a trovare risorse dal mercato in uscita e non considera il centrocampista lituano tra gli incedibili. Anche il club granata è pronto a valutare le offerte che arriveranno, a patto che siano superiori ai 10 milioni di euro. Gineitis può essere sacrificato non solo perché porterebbe una grande plusvalenza, dal momento che è cresciuto nel vivaio granata, ma anche per una questione tattica.

In un centrocampo a due può faticare

A oggi Gineitis rappresenta probabilmente la certezza più grande del centrocampo di Abate in termini di continuità. Ilic è sempre più vicino all'addio, Anjorin e Ilkhan sono ancora indisponibili, Luongo è ancora da scoprire del tutto e Fitz-Jim è appena arrivato. Eppure, paradossalmente, il lituano non è considerato incedibile anche per una questione legata alle sue caratteristiche. Nel 3-4-2-1 di Abate il centrocampo è formato da una coppia di mediani chiamati a garantire equilibrio, coprire tanto campo e, soprattutto, dare qualità sia in fase di costruzione sia nelle transizioni. Gineitis, invece, negli anni ha espresso il meglio di sé da mezz'ala, sfruttando i suoi tempi d'inserimento e la capacità di attaccare nella metacampo avversaria, senza essere il primo regista della manovra. In una mediana a due queste qualità rischiano di essere parzialmente sacrificate: il suo raggio d'azione si restringe, aumentano le responsabilità in impostazione e gli viene chiesto di gestire con maggiore continuità i tempi della costruzione, un aspetto in cui fatica maggiormente. Questo non significa che non possa adattarsi al nuovo sistema di gioco, ma è probabilmente il centrocampista della rosa che, almeno sulla carta, dovrà modificare maggiormente il proprio modo di interpretare il ruolo. Anche per questo motivo, davanti a un'offerta superiore ai 10 milioni di euro, il Toro potrebbe decidere di sacrificarlo, reinvestendo almeno parte di quella cifra su un profilo più funzionale alle idee di Abate.