Sakura Torino, il Giappone incanta ai Mondiali: Toro, perché non guardi questi profili?
Innamorarsi del calcio. O meglio, ri-innamorarsi del calcio. È estate, un caldo tropicale sommerge chiunque e l'unico desiderio è afferrare la prima bevanda ghiacciata, sdraiarsi davanti al ventilatore e accendere la tv. Quello è il momento in cui i Mondiali offrono la possibilità di innamorarsi, ancora una volta, dello sport più bello del mondo. Innamorarsi, ancora una volta, di una nazionale che non si è mai magari neanche vista prima. È successo a Islanda e Croazia nel 2018, al Marocco nel 2022 e, quest'anno, potrebbe essere il turno del Giappone. Con una politica di miglioramento dell'intero sistema calcistico, il Giappone sta formando dirigenti, tecnici e giocatori per aprire una nuova era: l'era in cui la nazionale nipponica può competere per qualcosa, l'era in cui i giocatori giapponesi possono competere nei migliori campionati europei.
Così, da "Francia '98", Mondiale in cui si guadagna la prima storica qualificazione, il Giappone segna otto partecipazioni e quattro quarti di finale. Il sistema calcistico giapponese sta crescendo a vista d'occhio e, anche quest'anno, un assaggio è arrivato alla prima gara in mondovisione: Giappone-Paesi Bassi. Gli asiatici sfidano la nazionale che, per una serie di complicati calcoli probabilistici, potrebbe anche vincere la competizione. E gioca veramente bene. Il risultato finale è un 2-2, a seguito di una doppia rimonta. Il gioco mostrato dalla formazione del CT Hajime Moriyasu è sublime. E qualche giocatore, su tutti, spicca. Noi abbiamo raccolto quattro profili che ci hanno sorpreso e che, analizzando lo stile del nuovo tecnico, Abate, e le necessità del Torino, potrebbero essere interessanti per il club granata in un'ottica di calciomercato. Scopriteli nelle prossime pagine.
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