Torino e il mercato dell'ultimo secondo: colpa dei granata o vizio italiano?
Le tempistiche del calciomercato del Torino da diverse estati fanno discutere. Appaiono sempre ritardate. Tutto o quasi sembra essere lasciato appositamente sul fondo, a quelle frenetiche ultime ore. Nella nostra valutazione e analisi del calciomercato granata abbiamo assegnato un 5 alle tempistiche, il vero punto debole dell'estate condotta da Gianluca Petrachi. L'opinione non cambia ed è dettata in primo luogo da un motivo strategico: se scegli un allenatore esordiente in Serie A, alla sua terza stagione tra i professionisti, non puoi prescindere da una campagna acquisti che permetta allo stesso tecnico di lavorare quanto prima con quella che sarà in linea generale l'ossatura della rosa. Ciò non si è verificato e la stagione del Torino non soltanto è iniziata con l'handicap (due sconfitte in due giornate) ma anche con la disfatta della Coppa Italia. Il problema delle tempistiche del mercato non è però stato soltanto del Torino, questo va sottolineato e spiegato con il supporto dei dati emersi dal 1° luglio al 1° settembre 2026.
Quasi il 65% delle operazioni dal 1° agosto in avanti
La sessione di calciomercato appena andata in archivio è stata condizionata dal Mondiale. Moltissime operazione sono state rimandate non soltanto dopo la fine del Mondiale, ma addirittura dopo il rientro dei nazionali nei rispettivi club. Soltanto a quel punto si è potuto agire con l'uscita di alcuni giocatori che fino a quel momento non potevano essere salutati perché funzionali, anche soltanto numericamente, ai primi allenamenti della stagione. Anche in questo modo si può spiegare un interessante dato ufficiale emerso dai due serrati mesi di trattative, riscontrabile su Transfermarkt. Su quasi 470 trasferimenti meno di 45 sono avvenuti entro i primi 10 giorni di luglio (meno del 10%). Quasi il 65% delle operazioni si è svolta dopo il 1° agosto. Addirittura il 30% nell'ultima settimana, il 22% negli ultimi tre giorni. Anche il Torino non ha aiutato perché prima della fatidica data del 1° agosto ha chiuso soltanto per Oristanio, Mascardi, Comuzzo, Comert e Fitz-Jim, con questi ultimi tre depositati proprio a ridosso della fine di luglio.Scommetti con Abate, ma aspetti fino in fondo: la discrasia granata
Il Torino ha certamente contribuito ad alimentare queste percentuali così elevate per il rush finale (Fortini, Perri, Belghali, Patterson, Mandragora e Bragança tutti chiusi in prossimità del gong). Tuttavia, il club granata si è abbastanza conformato con la linea intrapresa dal calcio italiano non soltanto nell'estate appena trascorsa ma più in generale negli ultimi anni. Aspettare l'ultimo secondo per provare a risparmiare qualcosa, per tentare di sbloccare una via che qualche ora prima non era percorribile. Fatta l'analisi, l'opinione non cambia: le tempistiche del mercato del Torino non sono state convincenti, soprattutto per la grande scommessa effettuata a giugno con Ignazio Abate. Se avessi deciso di proseguire con Roberto D'Aversa (prendendoti meno rischi), sarebbe stato più giustificabile arrivare all'ultima curva per allestire la squadra. Con un esordiente in panchina in Serie A era ed è alquanto rischioso.© RIPRODUZIONE RISERVATA