Toro News Columnist Appuntamento con la Storia Il portiere che si fece attaccante

Il portiere che si fece attaccante

Marco Severini
Torna "Appuntamento con la storia", di Marco Severini: "Il 3 settembre 1976 moriva a Toronto Heinrich Schönfeld, nato nel 1900..."

Il 3 settembre 1976 moriva a Toronto Heinrich Schönfeld, nato nel 1900 a Cluj, allora località dell'Impero austro-ungarico oggi rumena. Come calciatore militò prevalentemente in un formazioni austriache e italiane prima di volare negli States nel 1928 dove rimase un biennio per poi transitare alla carriera di allenatore. Rappresentò comunque un caso, peraltro consueto nel primo dopoguerra, perché iniziò a giocare da portiere difendendo i pali del team austriaco Sport Club Rudolfshügel per poi passare, al quinto anno, al ruolo di attaccante. Venne così notato dal calcio più noto e andò a giocare in squadre come il Merano e la Polisportiva Libertas di Firenze per fare il grande salto, nella stagione 1923-24, al Toro dove fu chiamato dal viennese Karl Stürmer, che lo aveva conosciuto nella squadra d'esordio. Nella prima stagione lungo il Po segnò la bellezza di 23 reti in 30 presenze. La dirigenza granata fu colpita da questo ex suddito imperiale e lo riconfermò per la successiva stagione quando però 'Beppo' siglò appena 10 reti; pertanto, nel campionato 1925-26, venne ceduto all'Inter dove non convinse con 9 reti e 14 presenze.

Accettò allora di andare a giocare a Vienna, nell'Hakoah, squadra che stava raccogliendo fondi per la causa sionista Il termine in ebraico vuol dire "forza" ed Heinrich e i compagni sionisti che avevano fondato il primo club di questo genere a Vienna nel 1909 - tutt'ora esistente, pur avendo mutato denominazione - dimostrarono di averne da vendere. Il calciatore di Cluj chiuse la carriera a New York con l'Hakoah All Stars, altro team dalla forte connotazione ebraica. La sua carriera di allenatore ebbe inizio nel 1930 e durò 22 anni, con uno stop inconsueto, trovando l'acme con lo Juventus Trapani che fece transitare dalla Terza alla Prima Divisione, esperienza inframmezzata da due esperienze con la Catanzarese: una prima molto breve nel 1933 e una seconda nel 1936-37, quando i calabresi giocavano in cadetteria, non riuscendo peraltro a evitare la loro retrocessione. Heinrich-Beppo avrebbe potuto rientrare nel grande giro del calcio grazie alle frequentazioni e alle amicizie intrattenute ma le leggi razziali del 1938 lo posero fuori giro.

Caricamento correlate...

Non c'è niente di peggio della violenza a questo mondo e l'odio razziale è certamente tra le sue peggiori forme. Costretto a trasferirsi in Tunisia, riprese ad allenare alternando questa professione con altri lavori pur di sbarcare il lunario. Concluse la carriera allenando il Salisburgo e poi l'Hakoah Hallein, squadra formata prevalentemente da giocatori ebrei di Hallein. Comprese allora di essere alla fine di un'esperienza calcistica durata complessivamente 36 anni, cosicché con la moglie Elisabeth e i suoi tre figli si trasferì nell'ultima sua terra, il Canada, dove, come detto, passò a miglior vita a 76 anni, esattamente mezzo secolo fa. La vita di questo professionista del calcio nomade, in una continua dimensione odeporica, ci fa riflettere su diverse cose: che nella vita le opportunità te le puoi anche cercare e valorizzare ma quando ti scontri con autocrati e dittatori c'è solo l'esilio come alternativa alla resistenza; in secondo luogo che si possono coltivare sogni di affermazione nelle parti più disparate del pianeta, avendo al fianco gli affetti più cari; infine che la storia granata è molto più ricca ed esaltante di quanto non suggerisca un presente che continua a essere deprimente e incerto. Lavorare duro, sacrificarsi, lottare contro le avversità dei tempi e degli uomini non è proprio per tutti

Ma il portiere che si fece attaccante ha dimostrato in poco più di tre quarti di un secolo chiaroscurale di essere più forte di qualsiasi disgrazia. I giornali trascurarono sostanzialmente il suo decesso in quel settembre del '76, mezzo secolo dopo che Beppo aveva chiuso l'esperienza al Toro, fresco vincitore del suo settimo sigillo.

Marco Severini

Caricamento raccomandazioni...