Toro News Columnist Contro Corrente Roma più forte di un Toro troppo rinunciatario

Roma più forte di un Toro troppo rinunciatario

Gino Strippoli
Nuovo appuntamento con Controcorrente, la rubrica di Gino Strippoli

Si sapeva già che la partita contro la Roma fosse di rilevante difficoltà, quindi nessuno stupore sulla sconfitta dei granata. Ma il problema nasce, già da inizio campionato, dalla mancanza di costruttori di gioco. Ancora una volta il Torino con la palla tra i piedi quando era necessario imbastire delle azioni o trame di gioco è sembrata squadra dalle idee annebbiate. Troppa la paura e l agitazione di scaricare palloni destinati agli avversari.

Né Fritz Jim né Mandragora hanno dato il via ad azioni per il troppo isolato Simeone. Sicuramente la squadra di Abate ha pagato la prestazione ancora una volta scialba di Vlasic, inesistente, ma anche quella di Belghali preferito a Cacciamani. Infatti, l'algerino non si è mai reso pericoloso. Male Lucas Perri che nei rinvii di piede ha regalato due palloni rasoterra ai giallorossi, con uno che è risultato micidiale per il gol di Malen. A centrocampo i granata sono sempre stati in ritardo sulle seconde palle e solo Fortini è sembrato dare un po di ritmo sulla sua fascia.

Il Toro è questo, con molti difetti che si potrebbero correggere, magari giocando a quattro in difesa vista l'enorme difficoltà dei difensori granata a impostare da dietro, se non per dare e fare retropassaggi al portiere. Se non si hanno le capacità di inventare o costruire gioco in verticale, forse sarebbe il caso di cambiare l'impostazione di gioco, anche per non esser sempre in balia degli avversari.

Caricamento raccomandazioni...