Toro, un cruciverba sportivo difficile da risolvere!
Manca poco meno di un mese all’esordio granata nella nuova stagione di Serie A e poche settimane alla Coppa Italia e l’organico attuale non ha trovato ancora una quadra. Insomma, una squadra che non quadra! Troppi rebus da risolvere, degni del più complicato cruciverba.
Oggi come oggi il Toro è una squadra che fa dell’astrattismo la sua peculiarità, capace sicuramente di lottare per non retrocedere ma con ancora più rischi della passata stagione.
Troppe le incognite che gravano sulla testa del Toro: da un allenatore, Abate, che fa il suo esordio nella massima serie (al di là della sua preparazione e bravura) a un organico che non si è rinforzato soprattutto in zone nevralgiche del campo come la difesa e il centrocampo.
Il solo vero acquisto è stato, a livello di prospettiva, il portiere Mascardi (Oristanio è un prestito) e, al solito, il pregio di Petrachi è sicuramente quello di vedere lungo, ma il campionato non si può giocare nelle prospettive future, per cui la pedina che dovrebbe stare tra i pali è latitante e oggi il titolare è ancora il buon Paleari. Ci si è lasciati sfuggire l’ottimo Ravaglia, così come sembra lontano Falcone, mentre il brasiliano Perri è un percorso, ad oggi, pieno di difficoltà.
Quello granata è un mercato estivo che sembra sempre più una strada piena di fratture che potrebbero diventare crepe profonde in campionato.
D'altronde lo scorso campionato è stato chiuso dalla squadra granata con ben 63 reti subite (seconda peggior difesa) e questo è un dato da allarme rosso, sul quale si sarebbe dovuto intervenire subito, così da dare al nuovo mister dei giocatori capaci di invertire questa tendenza. Invece, dei tre centrali il solo Maripan è stato lasciato andare e sono rimasti Coco, difensore che ha mostrato tutta la sua inaffidabilità per qualità, e Ismajli, che lo è per carenze fisiche. Si parla di trattative per Giorgini della Juve Stabia e, seppur giocatore di fiducia di Abate, non può essere il solo acquisto per rinforzare la retroguardia. Si parla di Comuzzo e Fortini, due buoni giocatori della Fiorentina, ma la Viola non fa sconti e sembrano lontani e improbabili se non si tirano fuori i soldi. Un altro nome accostato al Toro è il brasiliano Ryan, che gioca in Bulgaria, ma sappiamo bene cosa significhi essere catapultato da un campionato bulgaro rispetto a quello italiano. Anche sulle fasce esterne i dubbi crescono sempre più. Oggi il solo Pedersen, che comunque ha le sue lacune difensive, lascia a destra e a sinistra dei grossi vuoti. Si tratta Belghali del Verona, ma anche lì la società scaligera (vedi Ilic) si fa pagare.
Un Toro da costruire anche a centrocampo, che sembra essere il reparto a livello numerico sicuramente più coperto, con tre giovani come Gineitis, Casadei e Ilkhan, mix di freschezza agonistica, che si giocano la titolarità per due posti in mediana, ma sappiamo bene che Casadei predilige giocare da mezzapunta, mentre Ilkhan è un ottimo regista ma anche leggerino. Il solo Gineitis appare l’unico vero mediano capace di far legna. Poi ci sarebbe Ilic, che è un esubero da tempo. Ma chi inventerà gli assist per l’attacco granata? Il solo Vlasic non basta e, se le fasce esterne sono ancora da costruire, le uniche speranze sono legate al giovane Cacciamani e al risveglio di Aboukhlal per buttare palloni per uno tra Simeone e Zapata. Difficilmente li vedremo partire insieme dal primo minuto. E Adams? Dovrebbe far cassa per le economie granata. Già, è tornato Pellegri, che è già fermo per i soliti problemi fisici, e Kulenovic non ha convinto per nulla. Poi in organico ci sono i tanti giovani come Dellavalle, Ciammaglichella ecc., ma sicuramente non possono bastare a completare un organico che dia sicurezza per ben figurare in Serie A senza rischiare la retrocessione.
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