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Culto

Uragano Pupi

Francesco Bugnone
Per celebrare il compleanno di Pulici, Culto ricorda quando si abbattè come un uragano sul Perugia nella prima gara interna della stagione dello scudetto

Il 12 ottobre 1975 è una giornata plumbea, una di quelle in cui Beppe Bonetto scruta il cielo prevedendo un incasso non particolarmente buono. Gli spettatori saranno poco più di ventimila, minimo stagionale, con gli ombrelli grandi protagonisti sugli spalti, ma l’agente atmosferico più devastante sarà sul prato verde dove Paolino Pulici calerà come un uragano sul Perugia travolgendolo con una tripletta.

Si tratta dell’esordio interno in campionato del nuovo Toro di Radice, bello ma sconfitto a Bologna la prima giornata: in casa non si può sbagliare per non perdere immediatamente terreno dalla vetta. Il tecnico granata deve fare a meno di Santin e allora, mantenendo Gorin col numero due, fa una mossa fondamentale schierando Vittorio Caporale col numero sei. Il libero, arrivato in estate dal Bologna abbastanza in sordina, non uscirà più di squadra guadagnandosi il soprannome di “Caporalbauer”. Quando Santin tornerà disponibile sarà Gorin a cedergli il posto.

A proposito di numeri sei, quello del Perugia lo indossa Aldo Agroppi che è appena andato via da Torino dopo una vita in granata. A fine gara Pianelli gli regalerà una medaglietta opera dello scultore Tarantino come riconoscimento della sua militanza granata. “Questo è un piccolo ricordo. Purtroppo il lavoro e l’attaccamento a una squadra sono cose diverse” sono le parole del Presidente. “È un grande ricordo perché me lo ha dato lei. Vi sarà sempre vicino, non vi scorderò mai. Questa medaglia la porterà sempre con me” è la risposta di un commosso Aldo. Anche da lontano, per uno di quegli strani giochi del destino, saprà essere in qualche modo “dei nostri” nel finale di stagione che cucirà lo scudetto sul petto del Toro, ma questa è un’altra storia.

I primissimi minuti di gara sembrano sorridere al Perugia con Caporale che inaugura la sua grande partita con un intervento in acrobazia ad anticipare Pellizzaro, poi un’azione di Zaccarelli stappa il Toro che non si fa bloccare dal terreno pesante per far valere il suo irresistibile gioco collettivo. Al 25’ i granata sbloccano il risultato: sull’angolo da sinistra di Claudio Sala, Pulici non perdona la corta respinta di Frosio e con una saetta di sinistro va a segno. Al 28’ capitan Sala centra il palo al termine di una splendida azione corale che accende ulteriormente il pubblico.

Il Toro raddoppia a inizio ripresa. Caporale si sgancia sulla sinistra e coi basettoni e in quella zona del campo più che Beckenbauer sembra un protagonista dell’Olanda 1974. Il numero sei centra basso, Graziani fa velo e Pulici si ritrova la palla in area. Finta col destro per portarsi la palla sul sinistro e conclusione respinta da Berni, ma quando c’è l’uragano Pupi nei pressi non è mai finita. Il numero undici, seppur a terra, raccoglie la respinta del difensore e con un pallonetto infila la porta umbra.

Al 63’ l’uragano Pupi travolge per l’ultima volta la malcapitata difesa umbra: Graziani si traveste da Claudio Sala con un perfetto cross dal lato sinistro dell’area e Paolino salta altissimo senza tradire il minimo sforzo per un gesto atletico così poderoso, ma che, fatto da lui, è pura naturalezza. Il colpo di testa è così forte che lascia il portiere Marconcini immobile. Baiardo, suo marcatore diretto nell’azione, viene sovrastato di più di mezza testa e non può che finire a terra sullo slancio, come sospinto al suolo dalla potenza dell’attaccante granata.

Negli spogliatoi si commenta sorridendo il pareggio della Juventus a Como con una punizione in extremis fischiata per una bestemmia di Correnti (avete letto bene). Graziani sponsorizza il suo “gemello” per la Nazionale il quale afferma che per superare il muro delle venti reti dovrà tenere questo ritmo. A fine anno saranno ventuno, ma il terzo titolo di capocannoniere passerà in secondo piano rispetto a quello che contribuirà a portare l’uragano Pupi che in una giornata di metà ottobre ha messo subito le carte in tavola.

Buon compleanno, Paolino e, come sempre, grazie per essere sempre così “nostro”.