Il Toro prende forma a Pinzolo, ma il tempo stringe: l'arrivo di Adams non nasconde alcune incognite
L'aria frizzante della Val Rendena accompagna i giorni di duro lavoro del Toro. Il ritiro di Pinzolo prosegue a ritmi serrati, tra doppie sedute, indicazioni tattiche e la costruzione di un'identità di squadra che dovrà essere il marchio di fabbrica del nuovo corso granata. I tifosi, accorsi numerosi in Trentino, hanno potuto assistere alla prima vera sgambata stagionale, un'amichevole che, pur con i pesanti carichi di lavoro a gravare sulle gambe dei calciatori, ha iniziato a mostrare le prime trame di gioco e la mentalità richieste dal nuovo staff tecnico guidato da mister Abate.
L'entusiasmo della piazza, in questi giorni di fatica, è stato riscaldato dall'arrivo di Che Adams, reduce dall'esperienza mondiale con la Scozia. In attesa dell'arrivo anche di Vlasic, l''attaccante ha finalmente raggiunto i suoi compagni nel ritiro trentino, portando in dote il suo bagaglio di esperienza internazionale, grinta e fiuto del gol. La sua conferma, se effettivamente sarà così, rappresenta un segnale importante, un partner d'attacco di spessore da affiancare a capitan Duvan Zapata e al Cholito Simeone per formare un attacco potenzialmente importante.
Eppure, nonostante i sorrisi e il sudore versato con dedizione sui campi di Pinzolo, l'orizzonte granata non è privo di nubi. A un solo mese dal fischio d'inizio del campionato, il cantiere del Toro appare ancora aperto con qualche incognita in molti reparti.
Il principale nodo da sciogliere è la difesa da ricostruire. È il settore che desta le maggiori preoccupazioni. Dopo i fisiologici addii e le partenze eccellenti, il pacchetto arretrato ha bisogno di certezze e leadership. Servono innesti di livello per garantire solidità.
Sulle fasce, fondamentali per lo sviluppo del gioco del mister, la coperta appare ancora troppo corta. Occorrono alternative valide in grado di garantire spinta e copertura per tutti i novanta minuti, considerata la natura dispendiosa del ruolo.
Resta infine il tema portiere. L'arrivo del giovane Mascardi non risolve la prima scelta, per ora ferma su Paleari, ma con molti movimenti in entrata volti evidentemente a trovare un suo sostituto. E con la situazione Israel ancora da risolvere.
Il tempo, inesorabile, stringe. Il primo periodo di ritiro è essenziale per amalgamare il gruppo e trasmettere i nuovi dettami tattici, ma lavorare con una rosa frammentata rischia di rallentare vistosamente il processo di crescita collettiva. Il campionato non aspetta, speriamo che si possano velocizzare gli arrivi necessari.
MICHELANGELO SUIGO - Manager, docente Luiss, esperto di comunicazione e Public Affairs, giornalista pubblicista col cuore granata. Michelangelo Suigo è un orgoglioso e genuino tifoso granata.
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