Il lungo ritorno a casa di Perr Schuurs
Che Schuurs ritorni a giocare a Torino per affrontare, con il suo NEC, la Juve in un derby privato è trama degna di un romanzo.
La lenta, dolorosa risalita da un infortunio grave, culmina con un match che pare assegnato dal destino. Mentre scrivo, la partita tra gli olandesi e i bianconeri deve ancora essere disputata e non so se Perr risulterà decisivo, nemmeno se giocherà più o meno bene, ma so che ci sarà, almeno per uno spezzone di gara.Sarà in campo per qualche minuto nella città del nostro Toro, squadra che lo ha atteso per lunghi anni, ma non abbastanza per riaverlo nelle proprie file, e si batterà contro la rivale di sempre.
La storia del cinema trabocca di vicende di campioni che risalgono alla gloria dal loro inferno: il calvario a lieto di fine del giocatore olandese, durato più di mille giorni e terminato poche settimane fa con un gran goal di testa dopo tre minuti dal momento del rientro, sembra pronto per trasformarsi in un nuovo copione per un blockbuster strappalacrime. A prescindere da come andrà questa sera, sarà l'apoteosi della sua volontà contro la sfiga che lo ha strappato dal terreno di gioco quando era all'apice del successo, quando raggiungeva quotazioni stellari e la Nazionale Orange era dietro l'angolo. Una storia da Toro, di grinta e di forza, a cui è mancato solo il finale con i nostri colori: se fosse rinato con noi sarebbe stato ancora più bello. Questa sera tiferò per lui e con me tiferà tutto il popolo granata. È per questo che ho scritto il pezzo prima di sapere come andranno le cose: lui ha già vinto.
Post scriptum: Il NEC è stato preso a pallate dalla Juve. Schuurs ha giocato gli ultimi ventisei minuti: indossava una maglia rossa, versione stinta del granata che eravamo abituati a vedergli addosso. Però c'era. Tutto il resto conta poco.
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