Se Pulici avesse giocato in granata la sua ultima partita
Quando ero ragazzino c'era Pulici. Per i ragazzini del Toro c'era Pulici. Per tutti c'era Pulici, l'anima del Toro, l'irriducibile lottatore, il miracolo calcistico, il bomber che segna sempre e comunque. C'era Pulici e bastava il nome, nel momento in cui lo speaker declamava le formazioni, per far impazzire lo stadio intero.
C'erano, in quegli anni, stadi gremiti di moltitudini che adesso non possiamo nemmeno immaginare, gente pigiata all'inverosimile che una volta che ti eri incastrato lì in mezzo non riuscivi nemmeno a muovere le braccia, pioggia che ti bagnava e sole che ti scottava, e la folla aspettava solo lui. E Pulici c'era sempre, dal 1967 al 1982, per quindici anni, c'è stato per 134 goal festeggiati a braccia levate verso il cielo. C'è stato a regalarci con un volo d'angelo lo scudetto, c'è stato a fare da chioccia ai giovani del Toro di Giacomini.
Il Toro di Giacomini è stato l'ultimo Toro di Pulici, l'ultima stagione in granata inaugurata da due vittorie per 1 a 0, due successi che ci portarono in vetta per una settimana, due goal segnati da lui, ovviamente. Poi, a fine anno, l'inopinato addio. Il bomber ha trentadue anni e se ne va a Udine, a indossare, beffa nella beffa, una maglia bianconera. Gioca alla grande e tutti ci chiediamo che diavolo ci faccia in Friuli, il nostro campione. Chiude la carriera nella Fiorentina, ma a me, come a quelli che sono impazziti per le sue gesta calcistiche, che la sua carriera sia terminata con un'altra casacca addosso non va giù ancora oggi.
Leggevo negli scorsi giorni di Totti che rifiutò il Toro di Siniša Mihajlović, perché lui era solo della Roma e la Roma era l'unica squadra per lui. Mi dico che avrebbe dovuto essere così anche per Pulici, anzi, che doveva andare così: avrebbe continuato a creare il boato della Maratona con la sola presenza, con il solo nome.
Invece andò via, e io continuavo a chiedere al mio barbiere di tagliarmi i capelli "alla Pupi" perché non c'era nessun altro come lui. Ci volle Leo Júnior per restituirmi un po' di sano entusiasmo.
Abbiamo visto l'addio di Messi all'Argentina: un calcio di rigore per consegnarlo al mito dell'Albiceleste. Ve lo immaginate Pulici giocare la sua ultima partita in granata e tirare il rigore d'addio sotto la Maratona? Non è accaduto. Sarebbe stato troppo bello.
MARCO P.L. BERNARDI – Lasciarci le penne Autore di gialli, con "Cocktail d'anime per l'avvocato Alfieri" ha vinto l'edizione 2020 di GialloFestival. Marco P.L. Bernardi condivide con il protagonista dei suoi romanzi l'antica passione per il Toro e l'amore per la letteratura e la canzone d'autore. Nel marzo del 2023 è uscito il suo nuovo noir a forti tinte granata "Giallo profumo di limoni. L'avvocato Alfieri in un nuovo caso tra Torino e Sanremo" (Fratelli Frilli Editori).
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