I pianeti possono allinearsi se...
Le prossime saranno le due settimane più importanti della stagione. Senza se e senza ma. Formula abusata? Probabilmente sì. Però, crediamo che possa essere particolarmente calzante, considerato anche quanto emerso ieri, sabato 15 agosto. Il tutto è stato infatti sintetizzato da Ignazio Abate. "Per quanto riguarda i rinforzi, abbiamo bisogno di aumentare il livello di competitività interna, abbiamo bisogno di aumentare il livello del tasso tecnico. Abbiamo alcuni limiti strutturali e quindi mi aspetto tanto in queste due settimane". Non serve nessuna rivoluzione copernicana, servono però degli interventi mirati. Il tempo sta trascorrendo, il ritiro è stato effettuato con una rosa ampiamente incompleta, poi sono stati piazzati tre colpi in una settimana e adesso si arriva al rush finale. Gianluca Petrachi ha perfettamente compreso cos'è il Torino del 2026 e nessuno meglio di lui sa agire in queste condizioni. Lasciato nella libertà d'azione, può davvero fare le nozze con i fichi secchi (un esempio: Fitz-Jim può essere davvero un grande acquisto). Bisognerà comprendere cosa effettivamente riuscirà a partorire da qui a inizio settembre perché ne andrà della grande scommessa effettuata in estate con Abate.
Il tecnico si sta dimostrando frizzante, soprattutto dal punto di vista tattico. Anche nella sfida contro la Carrarese sono emersi diversi spunti interessanti. Il risultato è stato portato a casa, bisognava farlo e il Torino l'ha fatto. La squadra è calata alla distanza, come era lecito aspettarsi, ma nel primo tempo qualcosa si è visto e i margini possono essere notevoli anche per sdoganare sul campo una parola che ultimamente sotto la Mole è finita in soffitta: divertimento, ma è chiaro che non può essere prodotto soltanto dalle idee, serve anche la materia prima. Qualcosa si è visto anche sugli spalti. Oltre 8mila tifosi a Ferragosto per una gara contro una squadra di Serie B in una serata torrida non sono un aspetto da far passare in secondo piano. Segno che c'è tanta voglia di Toro e lo si era capito anche a Pinzolo e al Filadelfia contro il Vado. C'è voglia di Toro nonostante tutto e tutti, nonostante l'avversione nei confronti della proprietà granata. I tifosi erano stati chiamati a schierarsi e molti l'hanno fatto decidendo di stare al fianco della squadra. Capiremo mano a mano la modalità di sostegno, però finora non si può che rilevare che oltre alla presenza c'è stato tanto tifo positivo e favorevole.
Petrachi, Abate, tifosi: ci sono dunque tre premesse fondamentli per far allineare i pianeti, ma tanto, se non tutto, dipenderà dalle prossime due settimane. Come trasformarle in qualcosa di positivo? Chiaramente con innesti oculati, al posto giusto per aumentare anche il senso interno di competizione. Non sarà facile, anzi servirà una buona dose di fortuna (sia sul fronte ingressi che esuberi). In questa fase così delicata tanto più il presidente Urbano Cairo resterà dietro le quinte, quanto più ne guadagnerà l'ambiente granata. La sua linea è arcinota, non servono quindi sparate al vento simili a quelle di inizio agosto che non hanno certamente giovato in un'estate proiettata verso altre direzioni. Petrachi sa perfettamente qual è la situazione ("la società quest'anno perde intorno ai 20 milioni e quindi naturalmente bisogna anche fare delle cessioni. Purtroppo, tanti giocatori in esubero non stanno trovando la giusta collocazione. È un mercato molto molto complicato e comunque noi dobbiamo fare delle uscite per far quadrare un po' un bilancio che comunque rimane sempre virtuoso per questa società. Però, ripeto, io sono convinto che possiamo fare, al di là di tutto, una squadra che rappresenti l'allenatore. Mancano questi 15 giorni e cercheremo di spingere sull'acceleratore") e resta un appiglio a cui Abate e i tifosi di Pinzolo, del Filadelfia e della serata di Ferragosto si agganciano.
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