Il derby dirà se il Toro è vivo
Può una singola partita modificare i giudizi su una stagione o su un allenatore? La ragione nega fermamente, ma il cuore sa che la risposta può anche essere positiva, se si tratta di un derby. Un derby che arriva insolitamente all’ultima partita di campionato, condizione già di per sé particolare, perché si sa che il modo con cui si chiude una storia determina come sarà raccontata. E sarà un derby ancora più speciale: il Torino può fare un bello sgambetto alla Juventus, che se non vincesse direbbe addio alla Champions dell’anno prossimo (l’esito, peraltro, può essere lo stesso anche in caso di successo bianconero).
Globalmente, le valutazioni saranno sempre le stesse: la stagione del Torino è insoddisfacente, il percorso di Roberto D’Aversa è positivo ma forse non abbastanza da consentirgli di strappare la conferma per l’anno prossimo. Tuttavia, nel mondo granata le partite contro la Juventus da sempre incidono nei giudizi su una stagione. E se è vero che il Torino ha vinto una sola volta contro i rivali bianconeri negli ultimi trent’anni, battere la Juve consentirebbe a D’Aversa di alzare notevolmente le sue quotazioni. Perlomeno, ci vorrebbe del coraggio da parte della società a dare il benservito a un tecnico in grado di sfatare quel tabù.
L’inerzia può essere dalla parte del Torino, che ritroverà l’appoggio del tifo e ospiterà una Juventus consapevole di non essere padrone del proprio destino. La squadra di Spalletti ha dimostrato di essere disunita e povera di qualità morali per come ha affrontato la decisiva partita contro la Fiorentina. D’Aversa ha una difesa che imbarca acqua da tutte le parti, ma potenzialmente ha più uomini-derby di Spalletti, nel senso che giocatori come Vlasic, Zapata e Simeone hanno lo spessore tecnico e caratteriale per poter incidere e per far capire ai compagni che c’è la possibilità di scrivere una piccola pagina di storia e salvare la stagione agli occhi dei propri tifosi. Il campo dirà se il cuore granata batte ancora.
© RIPRODUZIONE RISERVATA