01:28 min
EDITORIALE

Il tutto per tutto

Gianluca Sartori

Va preso atto del fatto che la strada è piena di insidie. Ma non è una partita singola che può toglier qualcosa all’ottimo lavoro di Juric

La qualità delle ultime tre prestazioni aveva illuso molti che fosse tutto facile, che a Juric bastasse davvero così poco tempo per trasformare una squadra da salvezza all’ultima giornata in una compagine con velleità da Europa. Ma i fantasmi di due anni negativi non si cancellano con un colpo di spugna, in Serie A di facile c’è ben poco e se al Toro togli quattro titolari gli può capitare, giocando una volta ogni quattro giorni, che faccia fatica sul campo di una neopromossa agguerrita e ben messa in campo.

A Venezia abbiamo visto senza dubbio un Torino sottotono rispetto alle ultime uscite, ma in campo ci sono anche gli avversari e gli arancioneroverdi hanno meritato il pareggio, al netto degli episodi (dal pasticcio di Djidji all’occasione divorata da Mandragora nell’ultima azione del match). Va preso atto del fatto che la strada è piena di insidie. Ma non è una partita singola che può toglier qualcosa all’ottimo lavoro di Juric (che pure ha fatto scelte rivedibili) svolto in meno di un mese di tempo.

Ora arriva il derby contro una Juventus in crescita ma ancora convalescente. Un risultato positivo sarebbe linfa vitale, una spinta fantastica alla squadra e all’ambiente nel percorso intrapreso. A questo Toro incerottato e stanco si può e si deve chiedere di dare il tutto per tutto, guardando l’avversario dritto negli occhi e senza timore reverenziale. Si deve chiedere un derby da Toro, per archiviare una volta per tutte i rimpianti di questo inizio di stagione.