Toro News Columnist L'Editoriale Parte la stagione e anche i tifosi dovranno esprimersi

Parte la stagione e anche i tifosi dovranno esprimersi

Andrea Calderoni
Dal raduno alla prima di campionato: ecco gli snodi che faranno capire come la tifoseria deciderà di approcciarsi alla ventiduesima stagione di Cairo

Il raduno è ormai lì, dietro l'angolo. Venerdì 10 luglio scatta la stagione 2026/2027 del Torino. Tre giorni al Filadelfia, poi Pinzolo. Le domande che possono avvolgere il Torino in vista di una nuova annata sportiva sono plurime sotto tutti i punti di vista. Una di queste riguarda chi il Torino lo sostiene dal 1906, ovvero i tifosi. Come accoglieranno la nuova annata? Sarà la ventiduesima dell'era Cairo, la prima di Ignazio Abate, la prima completa del Petrachi bis. La campagna abbonamenti è scattata negli scorsi giorni ed è ancora presto per avere i primi dati ufficiali circa i rinnovi delle tessere e le nuove sottoscrizioni. Le sensazioni sono quelle di freddezza dell'ambiente ma bisognerà attendere ancora qualche settimana per avere le prime risposte ufficiali. Stiliamo una cronotabella di quelli che saranno i primi importanti punti di volta per tastare il rapporto società-squadra-tifosi. Snodo numero uno: allenamento a porte aperte al Filadelfia domenica 12 luglio. Snodo numero due: il periodo dal 17 al 25 luglio a Pinzolo con tre amichevoli (due con squadre professionistiche) e presumibilmente una presentazione ufficiale in piazza come da tradizione in Val Rendena. Lo snodo trentino sarà ben più significativo del ritiro a Prato allo Stelvio in Alto Adige nell'estate 2025; Pinzolo è infatti località molto più accessibile e i ritiri del 2023 e del 2024 sono lì a confermarlo. Il terzo snodo sarà la Coppa Italia del 15 agosto (data infausta ma sarà la prima apparizione ufficiale del Torino nel suo stadio con conseguente apertura della curva Maratona). Dopodiché scatterà il campionato e il 23 agosto contro il Milan si avrà un'idea quasi definitiva della risposta degli abbonati, tra l'altro con un calciomercato che a quell'altezza sarà quasi in conclusione.

Sarà fondamentale comprendere la risposta dei tifosi per carpire che tipo di stagione bisognerà attendersi e per carpire che tipo di atmosfera ci sarà intorno alla squadra. Intorno alla presidenza il clima di contestazione è ormai conclamato e non ci saranno grosse novità. La vera variabile sarà rappresentata: uno dal livello, due dalla tipologia di contestazione della piazza, a partire dai gruppi organizzati della Maratona. A giorni sono infatti attesi comunicati stampa in cui verranno dichiarate le intenzioni del tifo più caldo del popolo granata. E questo sarà indubbiamente un punto da cui partire nell'analisi. L'avvio di 2026 è stato contraddistinto da presenze minime nella Maratona con una lente ma graduale risalita nelle ultime apparizioni interne del Torino di D'Aversa. Tuttavia, l'impatto della protesta allo stadio è stato mediaticamente meno evidente rispetto a quello a Roma dei laziali (non più tardi della scorsa settimana si è tenuta un'altra marcia con 25mila persone che hanno espresso la loro avversione a Claudio Lotito e le proiezioni dicono che gli abbonati scenderanno dai 30mila del 2025/2026 a circa 5mila per il 2026/2027). In casa biancoceleste la costanza è stata maggiore e l'Olimpico è davvero diventato desertico con una presenza media di poco superiore ai 7mila spettatori nell'arco della scorsa stagione.

Come detto, il dissenso nei confronti della presidenza Cairo è conclamato ed è difficile pensare a un cambio radicale di prospettiva (risultati di inizio stagione e mercato estivo comunque incideranno sull'umore generale). Dunque, nella settimana di inizio della stagione la metaforica palla passa anche nei piedi dei tifosi che avranno diversi appuntamenti ufficiali già tra luglio e agosto per esprimersi e indicare la loro direzione che inevitabilmente si intreccerà con gli altri ambiti che caratterizzato la vita quotidiana del Torino.