Perché la società tende la mano?
Una mano tesa. Un tentativo di provare a lavorare per il bene del Torino in modo compatto, sebbene le divergenze siano ormai lampanti e chiare, sebbene le posizioni siano ormai inconciliabili nella loro distanza divenuta siderale. Chi tende la mano è la società Torino. Lo fa con un gesto all'apparenza semplice ma significativo: aprire per un'amichevole estiva il Filadelfia. Accadrà mercoledì contro il Vado e sarà un avvenimento straordinario visto che l'ordinario degli ultimi anni aveva cancellato qualsiasi timida idea di riportare i tifosi granata al Filadelfia per assistere a una partita (anche della Primavera). Ignazio Abate si è presentato dichiarando che avrebbe l'intenzione di aprire una volta alla settimana le porte del Filadelfia per gli allenamenti, la società ha colto la palla al balzo per architettare un'amichevole da disputarsi direttamente nel cuore pulsante del "tremendismo" granata. Non può e non deve passare inosservato tale gesto, specie in una gestione come quella di Urbano Cairo che non ha lasciato molto spazio alla fantasia romantica dei luoghi e delle persone cardine dell'essere granata.
Probabilmente nel momento più acuto della crisi relazionale tra Torino e Cairo sono sopraggiunti dalla società dei segnali per provare a far sopravvivere un rapporto ormai compromesso. Mai come in quest'alba della stagione 2026/2027 il presidente granata appare essersi eclissato dalla scena lasciando spazio a un direttore sportivo navigato come Gianluca Petrachi e mandando maggiormente in prima linea altre figure societarie, da Emiliano Moretti ad Alessandro Gazzi. Il pensiero che si cela potrebbe essere tradotto nei seguenti termini: il problema sono io, cerco di farmi vedere il meno possibile. Una trincea per sopravvivere e magari preparare il campo per una futura cessione.
Inutile correre troppo in avanti. Stiamo sul qui e ora. L'apertura del Filadelfia per l'amichevole contro il Vado non va sottovalutata. Si tratta di un attestato di stima e di fiducia nei confronti del popolo granata e la speranza è che la risposta possa essere nutrita e passionale. In queste settimane ai tifosi granata era stato richiesto di schierarsi e molti hanno preso le loro scelte: c'è chi è salito a Pinzolo per sostenere la squadra, c'è chi ha deciso di abbonarsi, c'è chi invece ha deciso di defilarsi dal mondo Toro fino a quando ci sarà Cairo presidente. Ognuno in coscienza sta occupando uno spazio nello schieramento sapendo che la decisione è da prendersi con la testa senza poter prescindere dal cuore. Ecco quindi che in un momento di grandi polarizzazioni l'apertura del Filadelfia rappresenta un ulteriore spartiacque. Una mano tesa cui aggrapparsi per far nascere la stagione sotto una stella migliore delle precedenti. Se il presidente deve trincerarsi, il Torino non ne ha bisogno perché ci sarà anche dopo di lui e quindi appare sapiente tornare a riavvicinarsi alla propria gente che c'è stata, c'è e ci sarà.
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