columnist

L’orizzonte di questo Torino

Gianluca Sartori

Editoriale / Granata condannati a soffrire fino alla fine per mancanza di qualità e una pioggia di incomprensibili errori

"Prima dell’avvio della ripresa del campionato post-coronavirus era piuttosto chiaro a tutti che le prime tre partite avrebbero detto molto sull'orizzonte del Torino. Parma, Udinese e Cagliari: con sei punti o più ci si poteva aspettare un finale di campionato tutto sommato tranquillo. Viceversa, ci sarebbe stato da soffrire sino alla fine con esiti quantomai incerti. È evidente che sia quest’ultimo lo scenario che si è concretizzato. I quattro punti raccolti sono troppo pochi e oltretutto sono un bottino coerente con quel che si è visto in campo alla luce della giusta sconfitta di Cagliari.

"Un mese di acerrima sofferenza è quel che verosimilmente attende il Toro; non occorre avere la palla di vetro per affermarlo ma è sufficiente prendere atto dei limiti di una squadra con poca qualità che al contempo è vittima di troppi passaggi a vuoto dettati da chissà che cosa. A Cagliari si è vista una buona reazione nel secondo tempo, a conferma del fatto che caratterialmente la squadra è viva, ma la partita era già stata compromessa. A un gap di qualità - come quello tra il centrocampo del Cagliari e quello del Torino - si può sopperire con feroce determinazione, organizzazione e concentrazione, tutti ingredienti che ai granata sono mancati come dimostrano i quattro gol subiti. I quali sono arrivati per distrazioni collettive - il primo e il terzo - o individuali (Aina che non tiene la linea difensiva sul secondo, Nkoulou che regala il rigore del quarto come un ragazzino dei Pulcini). La principale buona notizia per Longo dalla Sardegna è il ritorno o l’inserimento di forze fresche: Ansaldi sarà determinante, Verdi deve essere un valore aggiunto, Millico può essere una sorpresa e Singo un’utile risorsa. Il tecnico ora può allargare le rotazioni e fare le scelte più idonee: ci sarà bisogno di tutti.