Angelone 0, Spagna 1-Italia 1
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Gianluca Vitale, leader ei Mon-Key's, tifosissimo del Torino, al momento lontano - ma solo fisicamente - dai colori granata, poiché residente nella lontana Cina, a Pechino. E proprio da Pechino ci scrive, raccontandoci di un inconsueto pomeriggio vissuto in compagnia di cinesi e Nazionale senza Ogbonna.
Sono a Pechino, oggi c’è la partita di Ogbonna con la maglietta della Nazionale. Una delle quattro ragazze di fronte a me ha appena tirato fuori la bandiera dell’Italia, così adesso ci sentiamo tutti a casa. Iniziamo a parlare, le conosco più o meno da un mese ma non abbiamo mai parlato di calcio. “ Che squadra tifi?” mi chiede quella che ha tirato fuori la bandiera. “Io non tifo, io sono del Toro”. Cala il silenzio. Dentro di me, ripeto le parole di Paolino Pulici, io sono del Toro, io sono del Toro. Mi aspetto un “Wow” invece arriva un “Scusa che squadra è?”. Davanti a me è come se mi avesse sventolato una bandiera della Giuventus, sono sconvolto. “ E’ la squadra di Torino..”. Penso, /ma come fa a non conoscere una squadra come la nostra?/ Poi il fattaccio “Ma a Torino non c’è la .uve?”. Vorrei avere la pazienza e la voglia per insegnarle un po’ della storia del calcio, ma sinceramente non mi va, sono gasato per Angelone, quindi lascio perdere. Stasera un giocatore del Toro prenderà parte a una competizione internazionale dopo anni. È l’orgoglio di tutti noi tifosi.
Accanto a me altri ragazzi e ragazze, due cinesi, due di Torino (tifose del Toro), una delle Marche (forse dell’Inter) e un ragazzo mezzo inglese. Facciamo aperitivo alla cinese, ossia spiedini di lamb piccanti e birra leggera. La ragazza che non conosce il Toro rincara la dose “chi è il portiere dell’Italia? Ma Totti gioca? E Del Piero?” avrei voluto ribaltare il tavolo, ma in Cna non conviene fare gesti inconsulti. Capisco che il livello della conoscenza calcistica è basso, ovviamente la maggior parte delle persone che vengono in Cina lo fanno per lavoro e il calcio non è tra i loro più grandi interessi. Allora prendo la parola, dico che gli ultimi due che ha citato sono troppo avanti con l’età per la nazionale, quasi le viene un infarto. Cerco di calmarla dicendole che c’è un giocatore nero, giovane e fortissimo stasera “salverà” l’Italia dalle Furie Rosse. “Ah si, Balotelli!” Ok, rischio la galera cinese e ribalto il tavolo. “Ma come? Mi riferivo a Ogbonna!” quasi urlo. E lei che ama il rischio risponde “Ma chi è?”. Faccio finta di nulla, bacio la mia stupenda compagna e azzanno un altro spiedino piccante. Se non conosci nemmeno Ogbonna allora è meglio non parlare. Voliamo in un locale dove siamo stati invitati, daranno la partita di Ogbonna. Arriviamo con un leggerissimo anticipo, da voi in Italia sono le 14 da noi le 20, ho quattro ore infernali d’avanti. Quando entriamo nel locale ci sono solo
cinesi, siamo gli unici italiani presenti. Mi aspettavo una bolgia come quando andavo a vedere il Toro al Toro Club di Bruino, ma invece di trovare bottiglie di vino piemontese e scalmanati maniaci di Toro, trovo cinesi a cui interessa poco di Angelone in compenso birre cinesi e manicaretti gratis. Il tutto è offerto da un sito cinese. Il bere è gratutito, quindi vi lascio intuire come arriviamo alla partita. Io sono in palla, il canale cinese che trasmette la partita inquadra l’arrivo dell’Italia allo stadio, il primo che vedo è l’Angelo Nero, mi sto per alzare per urlare un “Forza Toro” di incoraggiamento al nostro Angelone, ma prima di me si alza sempre lei “Balotelli!” indicando lo schermo. I fumi dell’alcool mi fanno perdere la calma “Ma che ..... Balotelli, quello è Angelone!” lo dico in quell’attimo di totale silenzio, quello che non ti aspetti . Mi sentono fino a Hong Kong. Cantiamo l’inno in piedi, con la mano sul cuore, stonando, andando fuori tempo e inventando alcuni pezzi dell’inno. Sì, siamo veri italiani. La formazione dice che Prandelli ha scelto De Rossi centrale al posto del nostro mastino. Sono incazzato.
Al dodicesimo la telecamera inquadra Prandelli, dietro di lui vedo Angelone che guarda la partita, ottima azione. Poi passano i minuti, fine primo tempo. Inizio secondo tempo, c’è un cambio, forse entra, nulla. Poi il gol, esultanza tra i cinesi che ci fanno le foto (non capisco perché). Cerco di comunicare con Prandelli telepaticamente “fai entrare Angelone, così portiamo a casa questi tre punti”, siamo troppi distanti, prendiamo gol. Un altro cambio, non è Angelo. Continua la partita, dico alla mia compagna che non c’è paragone tra una partita dell’Italia e una del Toro. Forza Toro. Ultimo cambio, incrocio le dita, entra Giovinco. Triplice fischio è finita, Angelo non ha giocato. Ma al dodicesimo del primo tempo, quando l’hanno inquadrato mi sono tornati in mente i giorni della curva, occhi lucidi e cuore che batteva forte. Mi siete tornati in mente voi.
Forza Vecchio Cuore Granata.
Gianluca Vitale
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