Toro News Columnist Lettere alla Redazione Lettera di un tifoso al Direttore

Lettera di un tifoso al Direttore

Luca Sgarbi
Quanto seguo è l'estratto di una lettera inviata da C., tifoso granata, al direttore di TN, Luca Sgarbi.

Quanto seguo è l'estratto di una lettera inviata da C., tifoso granata, al direttore di TN, Luca Sgarbi.

Gentile Luca Sgarbi, ho letto più di una volta il suo ultimo articolo, per essere sicuro di capirne il senso, anche se titolo e 'catenaccio' non lasciavano spazi a molti dubbi. L'acquisto di Cerci, lungamente atteso, è ormai ufficiale, da ieri, e questo suo pezzo viene subito dopo, e io mi domando che cosa avrebbe scritto se l'acquisto fosse sfumato. C'è una bell'aria nell'ambiente granata da qualche giorno, la vittoria chiarissima col Lecce, il proscioglimento di Vives e Masiello, e ieri l'acme, con l'arrivo di un giocatore discusso, caratterialmente non facile, ma che in tanti sognano poter diventare una specie di nuovo Meroni (fatte tutte le debite proporzioni). Allora perché lei parla di "collezione di figurine prestigiose" e di "acquisto a richiesta per calmierare la piazza" (fingendo un po' di stare sul generico, ma è chiaro che si riferisce a Cairo)? E poi, scrivere di "dea bendata che ti regala Ogbonna", quando si sa, tutti noi granata lo sappiamo, che Angelo è cresciuto qui, è stato mandato a Crotone un anno per 'farsi le ossa' e lo si è tenuto ancora per due anni rifiutando grosse offerte (esempio di applicazione del proverbio "non mangio l'uovo oggi perché aspetto la gallina di domani"). Mi scusi la franchezza, ma questa è disonestà professionale, non può essere soltanto disinformazione (e come sarebbe possibile? Dal direttore di Toronews?!), perché lei queste cose le sa, deve saperle, e allora perché scrivere certi articoli? Infine, lei tira in mezzo - ma c'era da aspettarselo, è un luogo comune diffusissimo - l'Udinese di Pozzo, ma in modo del tutto inopportuno. Il signor Pozzo credo sia l'unico presidente della serie A italiana che trae un guadagno personale dalla sua attività, è questo il suo scopo, lo vedrebbe anche un cieco: acquista ogni anno 7/8 giovanissimi ovunque nel mondo, sborsando qualche milione (non molti, forse 3 o 4), sapendo che almeno 3 'verranno fuori', in un paio d'anni, e li si potrà rivendere a peso d'oro, al Barcellona, alla Juve, al Napoli, eccetera. Lei fa l'esempio di Sanchez, davvero è convinto che una cosa simile si potrebbe fare a Torino? Non ricorda, o forse proprio no sa, cosa accadde con Lentini, quando Borsano lo vendette al Milan? Io non amo Cairo, anche se vedo che sta davvero migliorando, e quest'anno ha fatto dei buoni acquisti, per lo più quelli che voleva Ventura, e questa è una gran bella cosa, che non accadeva prima, quando il trainer si doveva arrangiare con quel che c'era, preso dal D.S. di turno. il suo articolo non mi piace, soprattutto perché porta un attacco indiretto, in modo da confondere un po' chi legga, e io preferisco sempre la chiarezza, le critiche dirette e circostanziate, basate su fatti reali, e non su chiacchiere.

C. (lettera firmata)

Gentile C., ovviamente rispetto il suo punto di vista, come ogni amante di Voltaire (e persona libera) dovrebbe fare. Mi permetta di dirle, però, che l'attualità granata rispecchia alla perfezione il problema-Italia. 1. Un sistema di tifosi-società-media che non va aldilà del proprio naso: per molti (non per tutti, per fortuna) è "Cairo-bene" se compra Cerci, "Cairo-male" se non arriva nessuno. E' la logica dell'uovo oggi. Scrivo dopo l'arrivo dell'esterno proprio per questo, perchè sarebbe molto comodo (disonesto intellettualmente) scrivere prima, assecondando i mormorii della piazza. Disonestà intellettuale sarebbe metter in dubbio un sistema prima ed apprezzarlo poi. Uno dei motivi della mia nomina a direttore di TN è portare libertà di espressione a 360 gradi, senza parrocchie da difendere. Nè pro nè contro: liberi. 2. "Esempio di Sanchez e caso Lentini": ad Udine investono per monetizzare, qui non si potrebbe investire per essere competitivi? Siamo proprio sicuri che Torino non capirebbe una cessione che portasse nelle casse tanti soldi, a patto poi di reinvestire? Si torna sempre al coraggio. Il 95% dei presidenti italiani quando investe lo fa per un nome. Pozzo, quando investe, lo fa in ottica futura, lei dice "per un ritorno personale": però, intanto, i bianconeri giocano in Champions League e agli udinesi non credo dispiaccia aver un presidente che guadagna e continua ad offrire uno spettacolo del genere.

3. Quanto ad Ogbonna, è persino troppo semplice. L'attuale gestione granata si è trovata Aneglo Ogbonna in casa. Non è lavoro di scouting. Non c'è merito, è casualità. Anzi, non riconoscere il valore del centralone granata e cederlo a fronte di "grosse offerte" sarebbe stato un crimine sportivo che Cairo non ha perpetrato. Lo riconosco al presidente, non dando nulla per scontato a questo mondo.

4. L'affrancamento dalla dea bendata è dato dal lavoro di una rete di scouting. Pozzo ha cominciato ad investire moltissimo sulla rete di osservatori sulla base di un'intuizione (sua o di suoi collaboratori). Prima investi, poi hai possibilità di guadagnare. E' più semplice spendere per comprare subito un giocatore fatto e finito, come fanno tutti i presidenti. Ci vuole coraggio per investire su un'idea e, infatti, Pozzo è diventato un modello. Meglio spendere 2.5 milioni per la metà di Cerci o meglio investirli per far nascere una rete di osservatori che Cerci te lo possano reperire a 16 anni a Viterbo piuttosto che a Ragusa? 5. Nel sottotitolo c'è la parola "Toro". Non mi pare proprio un pezzo ricco di attacchi "indiretti".

Cordialmente,

Luca Sgarbi