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Redazione Toro News
Buongiorno,David Di Michele ti abbiamo atteso a lungo, ma non importa, guarisci in fretta che noi ti aspettiamo. Quanto abbiamo temuto ieri dagli spalti!!!Un caro saluto.Maurizio e GiorgioBuongiorno,Finalmente ci si sta accorgendo che al Toro manca un goleador degno di questo nome, visto che i vari Ventola, Bjelanovic, Recoba, Stellone non si possono considerare tali. Purtroppo questa mancanza...

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Buongiorno,
David Di Michele ti abbiamo atteso a lungo, ma non importa, guarisci in fretta che noi ti aspettiamo. Quanto abbiamo temuto ieri dagli spalti!!!
Un caro saluto.
Maurizio e Giorgio

Buongiorno,
Finalmente ci si sta accorgendo che al Toro manca un goleador degno di questo nome, visto che i vari Ventola, Bjelanovic, Recoba, Stellone non si possono considerare tali. Purtroppo questa mancanza di un giocatore che la butti dentro ci è costata e ci costerà ancora molti punti persi, come la partita con il Catania.
Gianmarco

Buongiorno,
Perché tutti questi infortuni? Uno o due incidenti possono essere attribuiti al caso o alla sfortuna, ma un numero così elevato di giocatori in infermeria non è più un semplice accanimento della malasorte. La mia impressione è che si sia costretti a giocare ben al di sopra delle proprie capacità tecniche per porre rimedio alla mancanza di schemi e di un credibile gioco di squadra. In altre parole i giocatori del Toro rischiano le gambe per arrivare dove altrimenti non riuscirebbero mai ad opporsi ad avversari meglio dotati sia sul piano tecnico che su quello della velocità individuale. Il centro campo fa poco, si continua a fare lanci lunghi nella speranza che là davanti qualcuno faccia miracoli in mezzo ad uno stuolo di difensori ben disposti in campo. In realtà si regalano decine di palloni agli avversari non riuscendo a portar palla con la squadra che si muove tutta insieme sia nella fase di attacco sia in quella di contenimento. Dopo aver visto tutte le partite di questo campionato faccio un confronto con i due campionati precedenti e non mi pare che in campo si stia facendo molto di più!!! Insomma non solo non ci si diverte a veder giocare questo Toro ma si rimpiangono anche un bel numero di giocatori come Muzzi, Abbruscato, Ardito, Brevi, Longo, Bovo, Balestri ... che di certo non erano inferiori agli attuali titolari. Come diceva ieri sera Novellino smettiamola di parlare di UEFA. Così anche quest’anno cerchiamo di salvarci e di costruire una squadra per il futuro con un gioco in grado di riportare il Toro all’altezza della sua storia ed anche tale da difendere le gambe dei suoi giocatori da incidenti causati da un agonismo alla cieca. Forza Toro sempre e comunque.
Alberto

Caro Direttore,
molto brevemente: siamo nella posizione di classifica che meritiamo, la squadra ha una miglior personalità rispetto lo scorso anno e le prospettive sono tutto sommato buone anche se dovrebbe inoltrare ai suoi redattori una sorta di diffida a parlare di zona Uefa per i colori granata. Abbiamo qualche campione ma anche qualche brocco, qualche promessa ma anche qualche mezzosangue (un esempio su tutti smettiamo di dire che Comotto sia un giocatore da nazionale) ed è giusto che sia così ma non facciamoci troppe illusioni....
Questa settimana il tema però è il fattaccio di Arezzo: andrò controcorrente ma sono dell’idea che è ora di finirla di sospendere partite a destra e manca ogni qualvolta accadano fatti delittuosi. Per i fatti di violenza legati al calcio abbiamo visto l’applicazione di provvedimenti sempre più demenziali nell’ottica del colpirne cento per educarne nessuno. Anche i provvedimenti meno recenti come il cosiddetto “gaspo” sono sempre stati all'insegna dell’idiozia: se io danneggio un locale o un negozio vado in galera e non è che vengo diffidato dal non andar più nella via dove è ubicato il negozio. In Italia siamo maestri nel chiudere i recinti quando i buoi sono oramai scappati; bisogna trattare i fatti di violenza come tali e non collegarli al fatto che siano collegati al mondo del calcio. Sospensione delle partite, partite a porte chiuse, chiusure di certi settori, impedire alle tifoserie le trasferte, responsabilità oggettiva della società ...sono tutti artefici che non risolvono il problema alla fonte ma finiscono per punire chi invece và alla stadio per vedere la partita serenamente. E’ ora di finirla con provvedimenti sempre più demenziali che hanno il solo scopo di mascherare le responsabilità di coloro che non riescono ad applicare quanto già ampiamente previsto dalle nostre leggi senza il bisogno di installare chissà quali osservatori... poi qualcuno osa anche dire che le statistiche di incidenti negli e fuori dagli stadi sono calate…per forza oramai non va più nessuno allo stadio.
Mi scusi per lo sfogo extra-Toro ma mi sembra che un po’ tutti (vedi trasmissioni tv) non riescano ad uscire da questo circolo vizioso.
Cordialmente, Emanuele

Salve,
L’anno passato il Toro era molto scadente, quest’anno è forte ma mancante di un gioco contiguo e jellato dagli infurtuni, direi troppi e questo si traduce con la scarsa classifica, esiguità di punti per i troppi pareggi e le troppe mancate vittorie tra le mura domestiche. Squadre come il Napoli hanno più sconfitte del Toro ma meno pareggi ed ecco perchè sono avanti coi punti.
Se da un lato siamo sfigati per la catena di infortuni c’è comunque un ma. Perchè i giocatori del Toro fisicamente sembrano così fragili? Cos’è che non va nei loro muscoli?. Il preparatore atletico sta facendo il suo dovere? Lavora bene? Non penso che abbiamo comprato calciatori fragili. C’è da riflettere, oltre alla sfiga forse bisogna vedere se la preparazione atletica e gli allenamenti sono ottimali alla squadra. Speranzosi di non perdere a lungo Di Michele, di sicuro il più sfigato di tutti. Il pres, al mercato di riparazione di gennaio dovrà fare qualche acquisto per farci fare un discreto campionato di centro classifica e stiamo zitti, anzi, eliminiamo progetti di coppe e coppette. Giochiamo domenica per domenica perchè non appena si comincia a progettare qualche obiettivo, puffete, qualcuno si scassa. A me interessa vedere giocare il Toro un bel calcio e non fa niente se dobbiamo lottare per la salvezza perchè il Torino FC è un cantiere aperto e fa parte di un progetto che da quì a cinque anni dovrà portarci ad ottenere qualcosa. Le nostre fortune sono Cairo ed i giovani, il futuro del Toro. La violenza di per sè è stupida, quella nel calcio lo è ancor di più.
FORZA TORO.
Davide, Napoli

Buongiorno,
Seguo il Toro dal ‘74 e, senza falsa modestia, credo di capire un po’ di calcio. Voglio dire che, se sei TIFOSO e non obiettivo a 15.20-25 anni, a 40 inizi a vedere le cose un po’ diversamente...Non sopporto più i faziosi al 100%...è da tanto che ho dei pensieri che - lo so - non saranno condivisi da molti, ma... Vorrei elencarli:
1) l’antipatia verso i gobbi ultimamente in me è assai diminuita: un po’ perchè la Giuve ha acquisito quelle doti di combattività e di grinta che erano nostre un po’ perchè mi sembra che l’arroganza, la superbia (nonchè l’ “appoggio” arbitrale) della Giuve di 10-20-30 anni fa siano ora passati alla sponda nerazzurra (questioni di moda?)
2) Moltissimi sono abboccati alle promesse di Cairo (quest’anno ci divertiamo) ed ancora oggi parlano di zona Uefa; la verità è che su 12 partite ne abbiamo vinte molto fortunosamente 2, di cui una grazie ad un’espulsione ridicola (Volpi) e l’altra con la mancata assegnazione al Cagliari di un rigore (Lanna- mani) apparso netto. Errori, sì, ma continuo a sentire i soliti piagnistei, che la Juve continua a pagare gli arbitri quando ha avuto 6 rigori contro (non tutti netti) e un paio di gol validi annullati... Quando si tiferà PER il Toro e non SOLO CONTRO la Juve??
Ciao. Paolo

Buongiorno redazione,
Senza dubbio non bisognerebbe parlare di Toro e della sua triste partita, ma di cose ben più serie e tristi di una squallido incontro di calcio, ma questo lo stanno già facendo in tanti (alcuni cercando di rendere tutto più triste ancora), quindi mi limiterò ad esprimere le condoglianze e manifestare la mia tristezza alla famiglia del povero tifoso morto tragicamente ieri.
Tornando a Toro contro Catania, in un pomeriggio in cui si aveva poca voglia di vedere giocare a pallone la squadra granata si è perfettamente adeguata e non ha giocato a calcio, con il logico risultato di non vincere una partita che chiedeva solo di essere vinta, anzi, rischiando (e meritando) di perderla in undici contro dieci per gran parte dell’incontro. Non abbiamo un gioco, siamo spaventosamente lenti, non tiriamo mai in porta e quando qualcuno si ricorda di farlo lo fa nel momento sbagliato, dalla distanza sbagliata e sbagliando clamorosamente la mira, ci affidiamo a lanci lunghi per un Ventola estremamente volenteroso, ma poco lucido e non andiamo una volta sul fondo per crossare: insomma una involuzione nel gioco (che pur non era stellare, ma sembrava accettabile solo domenica scorsa) inspiegabile, che unito alla superiorità numerica ed al vantaggio maturato nel primo tempo, risulta ancora più incredibile.
Non basta la sfortuna (ebbene sì, anche questa volta abbiamo il privilegio di chiamarla in causa): Sereni in settimana, Rosina dopo addirittura un minuto di gioco, Di Michele che, temo, sarà assente a lungo dopo essersi fatto attendere a lungo, oltre agli infortunati quasi cronici che ci riportano di brutto nella categoria “sfigati” che stavamo per abbandonare. Non bastano arbitraggi che se non ci danneggiano (almeno il rigore su Spinesi c’era per il Catania) ci dimostrano che quando vengono a Torino anche gli arbitri migliori vanno in confusione. Oltre a tutto ciò si mette d’impegno anche Novellino, sbagliando i cambi, anche se non aveva molta scelta. Certo che se Vailatti non avesse buttato al vento una fetta della sua carriera con quella sciagurata espulsione a Udine (ha perso la quasi certa convocazione nell’Under 21, e se rientra Barone perde anche il posto di titolare nel Toro !), Oguro non sarebbe mai entrato e forse le cose sarebbero andate diversamente, ma queste ipotesi lasciano il tempo che trovano. La cosa certa è che il Torino continua a buttare punti importanti, ed i fantasmi di un passato anche troppo recente tornano a farsi minacciosi. I pareggi, specialmente in casa contro squadre di pari levatura (veramente il Catania in 10 sembrava superiore al Toro in 11) sono praticamente uguali alle sconfitte, e la classifica non ci consente di giocare con tranquillità. Non ci resta che sperare che diverse posizioni degli astri in futuro determinino una fase più felice e fortunata per i colori granata, e che, smettendo una volta per tutte di parlare di Coppa Uefa, tutta la squadra cominci a rendere per ottenere una dignitosa salvezza, che poi è tutto ciò che chiedono i tifosi granata!!!
Adolfo

Buongiorno,
Desidero esprimere il mio rammarico per i due punti gettati al vento da Novellino. Non riesco a capacitarmi del perché il nostro bravo allenatore abbia tolto Malonga quando eravamo in vantaggio e superiorità numerica! Così anziché raddoppiare, come era probabile dal momento che il Catania in dieci era alla nostra mercè, abbiamo perso la spinta offensiva. Perché anche Novellino ha paura di vincere? Per fortuna lo sconforto si è attenuato con le notizie più confortanti su Di Michele. Probabilmente non lotteremo per la Uefa, ma neppure per la B.
Saluti a tutti, Ettore

Buongiorno,
Ho finito di litigare adesso con mio cugino, che per me è come un fratello, lui è un tifoso della juve....mi ha attaccato dicendo che siamo una squadretta, li, mi sono inc…. di brutto....ora però ripensandoci ha ragione.....certo lui non deve fiatare con il passato di furti che ha, furti sportivi intendo....ma in parte ha ragione e sapete perchè? ....perchè sono stufo di sentire parlare di Novellino, del suo staff, del suo gioco, dell’Uefa, degli infortuni ecc.....vorrei che qualcuno dicesse che giochiamo allo stesso modo di come giocavamo lo scorso anno, tra Monzon e De Biasi nessuna differenza, tra Ventola e Stellone stessa consistenza offensiva, tra Corini e Gallo meglio Gallo.........e poi Fontana faccia il tifoso e non il portiere che è meglio !!!
Ermanno

Buongiorno,
Partiamo dalla fine
Notizia che il litigio e la conseguente tragedia è stata scatenata per un tamponamento avvenuto nell’area di servizio tra due autovetture con occupanti aventi sciarpe calcistiche, non è ancora chiara la dinamica dello sparo.
A Roma caccia alle forze dell’ordine e assalto alle sedi del calcio.
Nel pomeriggio in quasi tutti gli stadi tafferugli e scontri con le forze dell’ordine.
A Parma compare uno striscione “La morte è uguale per tutti”.
FATTA SOSPENDERE DAI TIFOSI per gravi intemperanze la partita Atalanta – Milan.
Sospesa per ordine pubblico e "lutto" Inter-Lazio.
Scontri davanti a San Siro.
Alla trasmissione quelli del calcio indignazione per quanto accaduto e sospensione della trasmissione per morte di uno della famiglia.
Nel corso della trasmissione il presidente della Lazio Lotito da in parte la dimensione dei fatti (scontro tra occupanti di due autovetture di fedi calcistica diversa) anche lui parla di uno di famiglia e da sfogo al personale show mediatico.
I notiziari danno notizia della morte di un tifoso in uno scontro tra tifoserie scoppiato in un autogrill dove il gestore, vista la dimensione di quanto stava accadendo non poteva che chiamare le forze dell’ordine. Data così la notizia anch’io avevo intuito di una maxirissa scoppiata minimo tra due pulmann di tifosi e sedata a colpi di pistola.
Penso che basti questa cronologia a far capire che forse è meglio fermarci un momento ma mi permetto di esprimere alcune considerazioni:
Ancora una volta la caccia allo scoop, diffondendo notizie provvisorie, ha innescato un’ ingiustificata e deprecabile rabbia di branchi di teppisti che nascondendosi dietro una fede calcistica nascondono un malessere sociale sfociata in atti tali da far sospendere partite ed assalti alle forze dell’ordine.
Presidenti e giornalisti che dichiarandosi parenti del malcapitato non fanno altro che fomentare tale follia.
Concludo: tante e troppe parole si fanno attorno al calcio, troppa gente vive su questo gioco non giocandolo, opinioni, opinionine, moviole, movioline (quando ne basterebbe una sul campo in tempo reale, vedi rugby) mettendo proprio il gioco in secondo piano (ah che bello era novantesimo minuto), ieri sera io stesso spinto da una passione sana e corretta verso il torello vi ho scritto dimenticandomi forse che non era il caso.
Una sola immagine rimane; un paese tenuto in scacco da teppisti in nome di un gioco, forse ci sta sfuggendo qualcosa ... FERMIAMOCI Viva il calcio, viva l’Italia
Enrico

Buongiorno,
Mi chiamo Luca ...Sono sempre stato un assiduo frequentatore della maratona al “Comunale” e poi al “delle Alpi”, soprattutto da ragazzo. Avevamo la nostra “zona” in curva, cosi ci trovavamo ad ogni partita con gli amici che arrivavano da mezzo Piemonte. Mi sono sposato il 25 maggio del 1991. Era un sabato. Il giorno dopo era in programma Torino-Atalanta, ultima di campionato che ci avrebbe visto davanti ai gobbi, vincere la Coppa Italia a Roma (con i tre rigori contro in capitale) fino alla finale stregata di Amsterdam. Fu così che tra lo stupore di tutti gli amici presenti in curva me ne arrivai, come fosse una partita tra le altre, a tifare toro neanche 24 ore dopo il si, con la mia sposa, Emanuela. Il viaggio di nozze iniziò il giorno dopo... mentre il tifo, la “fede” continua giorno dopo giorno... e oggi possiamo contare, grazie a quel “si” del 1991, 5 nuovi tifosi granata.
Ciao! Luca