Rampanti: “Derby? Per me, D’Aversa si gioca la conferma”
Torniamo a una nuova puntata di “Parola al Mister” con Serino Rampanti: non si può che partire da qualche commento a seguito della Partita della Storia, che ha visto l’Associazione Ex Calciatori Granata capofila dell’organizzazione.
Serino, soddisfatto del risultato raggiunto? “Quasi 6000 paganti, tanto entusiasmo e riscontri positivi. Siamo molto soddisfatti. Molti ex calciatori, dai più vecchi ai più giovani, stanno ringraziando sentitamente l’Associazione. Abbiamo fatto molta fatica davvero, ma siamo soddisfatti, soprattutto per il fine benefico dell’evento. Sentiamo forte il dovere di portare avanti l’Associazione, perché è una cosa che ci hanno tramandato i calciatori del dopo-Superga i quali, aiutandosi fra di loro, incarnavano il pieno stile Toro. Noi del Toro siamo qualcosa di particolare rispetto al resto”.
Passiamo ora a parlare di Cagliari-Torino, che partita è stata? “Qualche settimana fa dicevo che le partite difficili, per me, sarebbero state quelle con Udinese, Sassuolo e Cagliari. Si è fatto bene quella in casa, meno bene quelle fuori casa. Dissi anche che il Torino si sarebbe fatto rispettare contro l’Inter e con la Juventus. Contro i nerazzurri è successo e sono fiducioso che ciò possa accadere anche contro i bianconeri, anche perché ci sono in palio diverse cose”.
Che cosa? “Secondo me il primo che si gioca molto è il tecnico: arrivo a dire che, per me, si gioca la conferma. Insieme a lui, qualche giocatore. Per questo sono fiducioso. Ci sarà tensione e la giusta dose di ansia, senza la quale non si può affrontare bene partite del genere. Inutile ricordarti che, ai nostri tempi, noi ci giocavamo gli ingaggi; sapevamo benissimo che, vincendo il derby, si sarebbero create le condizioni per il contratto dell’anno nuovo, e infatti poche volte in quei tempi i derby si sbagliavano”.
Possibile che Cairo possa pensare a qualcosa di simile? “Ovviamente no, perché oggi i contratti sono pluriennali. Adesso sicuramente rimane l’orgoglio, però a un certo punto il giocatore è sempre tranquillo. Noi tranquilli, se si fosse perso, non lo saremmo stati certo. Troppa tranquillità ti porta a rilassatezza, e nel calcio non ti puoi rilassare un attimo. Lo si è visto anche in Cagliari-Torino, dove c’era una squadra più motivata dell’altra”.
Chi sono le certezze del Toro, in vista del derby? “Dal punto di vista caratteriale, Simeone; che avrebbe potuto essere ancora più forte se da ragazzino qualcuno gli avesse insegnato a controllare la palla. Pensa a quanti gol farebbe in più con una maggior padronanza tecnica. Si difende lottando, rincorrendo il pallone e contrastando, ma spesso col pallone ci litiga. Strano, perché ha un papà calciatore e allenatore; credo che abbia saltato dei passaggi nella Scuola Calcio, sono difetti che ormai non aggiusti più. Un’altra certezza è Ebosse, che è sempre stato lineare fin qui; una bellissima sorpresa, per me non ha sbagliato una partita, viaggia sottotraccia e quasi non si fa notare, perché l’occhio del tifoso spesso è rubato dai giocatori offensivi. Infine, c’è Vlasic, un leader tecnico e caratteriale”.
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