Parola al mister

Rampanti: “Torino-Benevento? Persino io non ho avuto voglia di guardarla”

Serino analizza così i temi caldi di casa Toro dopo il pareggio con il Benevento che ha messo la parola fine al campionato

La stagione del Torino si conclude con un pareggio casalingo ottenuto contro il Benevento, in una partita che aveva poco da dire. Ne parliamo con Rosario Rampanti nell’appuntamento settimanale con “Parola al Mister”.

Rosario, finalmente è finita questa stagione del Torino di certo non facile.

“La squadra si è salvata ma è stata un’annata brutta; perfino io, che non mi perdo mai una partita, quella col Benevento non ho avuto voglia di vederla, e non è un buon segno. Ho preferito guardare le partite della corsa Champions, concentrandomi in particolare su Napoli-Verona, facendo un po’ il tifo per la squadra azzurra nella quale ho giocato. Ma il concetto è: se non ho avuto voglia io di guardare il Torino, chissà quanti altri tifosi si sono un pochino disamorati”.

Tracciando un bilancio finale di questa stagione del Torio è evidente che i problemi maggiori sono stati nel girone di andata. Da cosa sono nati?

“Bisogna riavvolgere il nastro partendo dal cambio del direttore sportivo. Mi ero già pronunciato sin dall’inizio su Vagnati: troppo giovane e con poca esperienza per affrontare una situazione come quella di Torino. Per lui è stato tutto molto difficile e tutto nasce secondo me da non buone valutazioni tecniche che sono state fatte. Di conseguenza si è pensato di sostituire giocatori che c’erano già con altri che non hanno dimostrato di essere migliori. Si è confezionata poi una rosa che non poteva recepire le idee dell’allenatore che è stato preso, Giampaolo, per mancanza di caratteristiche. C’è stato quindi un doppio errore a monte: acquisti sbagliati e allenatore non adatto alla rosa. Era già piuttosto chiaro dall’inizio che le premesse su cui è nata la stagione non erano quelle giuste. Questo ha portato a continui esperimenti che avrebbero potuto compromettere tutta l’annata e portare la squadra in Serie B. Nel girone di andata la situazione si è compromessa davvero tanto e quando è così rischi grosso, perché nel girone di ritorno, quando le partite pesano il doppio, le difficoltà non mancano mai”.

Si può dire che a gennaio la società ha saputo rimediare almeno in parte ai propri errori?

“Si deve dire che è stata fatta la cosa giusta prendendo uno come Nicola, che sapeva fin da subito di non potersi schiodare dal 3-5-2. Nicola, da tifoso del Toro, già da tempo seguiva la squadra ed è arrivato con le idee chiare. In più ha consigliato alla società di prendere questi due giocatori, che lui conosceva già bene, che hanno dato un buon impulso, hanno fatto bene: Mandragora ha avuto un rendimento continuo, Sanabria è un pochino calato nel finale”.

Cosa fare ora, per non ripetere gli errori di un’estate fa?

“Ovviamente tutto parte dalla decisione che si prende riguardo la guida tecnica. Io auspico che Nicola venga confermato; verso di lui ci deve essere gratitudine, la stessa che avrebbe dovuto esserci per Longo un anno fa, perché ha lavorato bene. Personalmente spero che rimanga lui perché in quattro mesi si è fatto un’idea di cosa c’è e cosa manca. Ma non è Rampanti che decide, ovviamente, staremo a vedere cosa deciderà Cairo. Fammi aggiungere un’altra cosa riguardo al settore giovanile. Mi dispiace vedere la Primavera in queste condizioni; immagino che siano stati fatti errori a monte, che partono da lontano e quest’anno si sono evidenziati in modo incredibile; non si è voluta dare continuità, qualcuno ha voluto entrare a gamba tesa come un elefante in una cristalleria. Non può esistere un Torino che trascuri il settore giovanile, questo fa parte della sua identità”.

Ora vorrei chiederti di passare in rassegna, a volo d’uccello, il rendimento dei calciatori granata. Partiamo dalla difesa…

“Beh, intanto vorrei sottolineare la professionalità di Nkoulou, che era stata messa in discussione. Si è dimostrato sempre superiore a chi lo aveva sostituito in alcune occasioni, e mi riferisco a Lyanco; e ha dato il suo contributo fino alla fine nonostante fosse in scadenza. Sirigu? Si vedrà se il Torino cambierà portiere o lo confermerà, non è più giovanissimo e forse è per questo che ha avuto alti e bassi. Va detto che la carriera dei portieri può durare più anni rispetto ad altri ruoli. E personalmente per me lui è sempre una garanzia. Izzo è un giocatore importante e anche una delle cause principali che hanno fatto sì che Giampaolo inciampasse. Il suo apporto è determinante ma può giocare solo a tre; non si poteva trascurarlo e al contempo non si poteva sperare che si adattasse a giocare a quattro. Uno che è duttile invece è Bremer che ha caratteristiche importanti sotto tutti i punti di vista. Ora bisognerà vedere cosa farà il Torino con lui, sono sicuro che avrà offerte, via lui si aprirebbe un buco difficilmente colmabile. C’è Buongiorno, è vero. Giocatore molto interessante, fisicamente ben messo, ma ancora non ha fatto un campionato intero; lo ritengo affidabile ma comunque dietro di lui ci va un giocatore più esperto”.

Per quanto riguarda gli esterni?

“Ansaldi è tra i migliori della stagione, fortuna che non si è infortunato nel girone di ritorno, bene fa il Torino a tenerlo. Vojvoda ha dimostrato di avere qualità, è bravino. Ma mi viene sempre da paragonarlo con Singo, che è in prospettiva una potenza. Bisogna che acquisisca il tempo dell’inserimento, ma già lo vedo migliorato in alcuni fondamentali come il cross. Credo che anche lui, come Bremer, sarà oggetto del desiderio di grandi club italiani ed europei. Vedremo cosa deciderà il club; ma cedendo Singo per puntare su Vojvoda il potenziale della squadra si ridurrebbe”.

Capitolo centrocampo?

“Di Mandragora abbiamo parlato, ha portato le sue qualità tecniche al servizio della squadra. Secondo me deve può ancora migliorare se si prende più responsabilità, ma è stato un acquisto determinante. Lukic? Non è mai sbocciato, si prende pochi rischi, fa giocate sempre elementari, ogni tanto fa uno strappo, ma non ha mai dimostrato personalità. Io mi auguro che possa crescere ma i dubbi aumentano. Baselli ha dimostrato di essere troppo fragile fisicamente, le aspettative erano altre, io sono uno di quelli che si era illuso su di lui. Rincon dà sempre garanzie come incontrista, ma gli anni passano e con la palla tra i piedi rallenta troppo spesso il gioco. Si ha come la sensazione che qualche volta non capisca quando è il momento di accelerare i ritmi. Che fare con lui? Punto interrogativo. Linetty? Me lo ero quasi dimenticato…”

E sugli attaccanti cosa dici?

“Guarda, per stavolta abbiamo toccato già argomenti sufficienti. Degli attaccanti, soprattutto di Belotti e del suo futuro, parleremo la prossima volta”.


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