Rampanti: “Toro, contro l’Inter l’ha pareggiata D’Aversa”
Una bella fiammata del Torino: il pareggio in rimonta contro l’Inter è una bella soddisfazione per D’Aversa e i suoi uomini in vista del finale di campionato. Con Serino Rampanti, nella nuova puntata di “Parola al Mister”, analizziamo alcuni temi che questa partita ci ha lasciato.
Serino, che partita è stata? “Il gioco del calcio è bello perché, a volte, ha una componente di imprevedibilità che riesce a sovvertire i pronostici. Domenica a Torino è successo proprio questo. Il Torino perdeva per due a zero e quando tutto sembrava scontato, ecco che qualche cambio di giocatori nella formazione granata apportava alla stessa quella carica necessaria che faceva raggiungere al Torino il risultato finale insperato di 2-2. Lo scorso mercoledì nel commentare ciò che poteva succedere in questa gara avevamo affermato che le gare difficili da affrontare sarebbero state non quelle giocate contro l’Inter o contro la Juventus ma quelle che sembrerebbero più facili, cioè Udinese, Sassuolo e Cagliari. Lo stesso allenatore del Torino D’Aversa nella conferenza pre-gara contro l’Inter affermava che non era scontato perdere contro i nerazzurri e che il Torino avrebbe anche potuto vincere perché, giustamente, il risultato di una gara si conosce solo alla fine”.
Si è verificato proprio questo… “Alcuni amici mi hanno scritto che in tanti hanno commentato le mie previsioni e ciò che ha affermato D’Aversa, deridendo il sottoscritto e ancora di più il bravo tecnico del Torino. Coloro che si spingono ad insultare un signore che ha la responsabilità di allenare una squadra di Serie A, chiunque egli sia, non riescono a capire che per arrivare a quel livello ci vogliono anni e anni di gavetta e esperienza maturata sul campo. Per arrivare ad allenare con continuità nei campionati professionistici bisogna essere bravi a condurre la squadra che guidi, ma secondo il mio modesto parere, soprattutto bravo a gestire tutto quello che ruota intorno al pianeta squadra. L’allenatore sarà poi giudicato in base ai risultati che potranno dipendere da tanti fattori che a volte sfuggono da ogni analisi logica. Chi ha giocato al calcio ad un certo livello e guida una squadra come il Torino, è il caso di D’Aversa, conosce molto bene cosa può succedere nella mente dei suoi giocatori, o in qualcuno di essi. Quando stai per affrontare la prima della classe o il derby la settimana prima della gara negli allenamenti c’è un clima diverso dal solito, c’è un impegno inconscio maggiore in allenamento e c’è in settimana un pensiero maggiore alla partita che dovrai affrontare. Non sarà scontato un buon risultato nel punteggio ma sicuramente, in questi casi, i tifosi vedranno la loro squadra esprimersi con maggiore concentrazione e spesso anche se dovranno affrontare squadre messe molto meglio in classifica, il risultato non sarà scontato”.
In campo, chi ti è piaciuto di più? “Ismajli, che non mi ha mai entusiasmato ma contro l’Inter mi piaciuto; Ilkhan, che ha dimostrato di poter avere un futuro (e spero tutti lo capiscano) perché ha ampi margini di miglioramento; e poi Zapata, che quando è entrato ha fatto la differenza. Ha messo dentro il suo spezzone di gara tutta quella rabbia che ha accumulato stando fuori. Sono stati loro tre i principali protagonisti, ma anche Njie è entrato bene e ha dato il suo contributo. L’Inter pensava di giochicchiare, ha sottovalutato un po’ la reazione del Torino ed è rimasta sorpresa”.
La gestione di D’Aversa ti è piaciuta? “Ha scelto i giocatori che gli davano più garanzie, senza pensare al fatto che, raggiunta la tranquillità di classifica, si può dare spazio ad altri. Inoltre, ha azzeccato i cambi nella ripresa. Al momento giusto, ha fatto le scelte giuste”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA