Toro News Columnist RisorgimenToro La fionda (e il sorriso) di Arnaldi

La fionda (e il sorriso) di Arnaldi

Massimiliano Romiti
Torna RisorgimenToro, di Massimiliano Romiti: "Nella notte di una Parigi fresca dei festeggiamenti (o sarebbe meglio dire delle devastazioni)..."

Nella notte di una Parigi fresca dei festeggiamenti (o sarebbe meglio dire delle devastazioni) conseguenti la seconda vittoria di fila in Champions League degli Emiri del Qatar, si consuma un'impresa italica, molto "granata" secondo me. La racconto volentieri, scrivendo questo articolo in occasione della festa della Repubblica, dato che il tennis ormai ben piu' del calcio incarna attualmente l'orgoglio nazionale e regala emozioni che, in particolare noi del Toro, attendiamo da troppo tempo. Dopo l'imprevista eliminazione del nostro predestinato fulvo super campione altoatesino, scende in campo il resto d'Italia. Ma che resto! Roma, Firenze e Sanremo, citta' che per diversi motivi richiamano subito alla mente il nostro paese nel mondo. Sono le tre citta' che hanno dato i natali ai tre moschettieri tricolori di Francia. Sono rimasti orfani del loro D'Artagnan ma sono determinati, davvero come non mai, a dimostrare che il gruppo c'e', eccome se c'e'. L'hanno gia' dimostrato i trionfi di Coppa Davis, ottenuti, da ultimo, anche senza l'attuale re del tennis mondiale. Cobolli, il piu' avanti in classifica, sembra un brillante studente universitario. E a questo Roland Garros supera esami su esami. Perde il primo set del torneo ma supera il turno contro il primo dei due malcapitati americani affrontato dai nostri. Lo abbatte con grinta e ritmo, le sue armi migliori.

Berrettini poi in questi giorni si e' trasfigurato. Matteo I (ce ne sara' un secondo) arriva laddove nessuno avrebbe piu' scommesso un centesimo di vederlo. Vendica perentoriamente il compagno abbattuto poco prima, asfaltando Cerundolo con un "imperiale" 3-0 che il malcapitato avrebbe senz'altro subito anche da Sinner, se gli dei del tennis non avessero voluto diversamente.
Ma e' al calar della sera che va in onda la piu' granata e la piu' Omerica, o sarebbe ancora piu' adeguato dire Biblica, delle tre imprese. Da una parte il secondo americano di giornata, nome e cognome transalpini che gli attirano le simpatie del pubblico locale. Frances Tiafoe. Le sembianze pero' meglio lo qualificano come un formidabile guerriero, originario della Sierra Leone.
All'altro angolo, a 12 chili di distanza secondo Wikipedia, ma che questa notte sembrano ben di piu', il prode Matteo Arnaldi, dell'antica stirpe dei Liguri. Secondo molti storici facenti parte della grande famiglia dei Celti insediati in Italia, al pari, ricordate o torinesi, dei nostri avi Taurini.

Davide contro Golia nel suo ennesimo remake.
Il ragazzo che viene dal nostro mare parte ardito e tenace. E si porta a casa il primo set con un bel tie-break. Poi Tiafoe comincia a picchiare duro, sempre piu' duro. Di forza, ma bisogna riconoscere anche di coraggio, ne ha da vendere, non c'è che dire. E quest'anno si e' preparato meglio del solito per combattere nell'arena rossa francese... e si vede. Mazzata su mazzata rende il tie-break e sorpassa il nostro eroe con un perentorio 6-3 nel terzo set. Ma mentre il punteggio precipitava insieme al mio morale, colgo una cosa strana in Matteo. Sorride. E lo fa spesso. Pur sotto il peso dei colpi dell'avversario sembra essere certo di qualcosa che invece a tutti noi, trepidanti spettatori, sfugge. E ricomincia a macinare il suo tennis. E da buon Davide tira fuori anche la sua epica arma. Una fionda che alza pallonetti "a candela", per ostinatamente opporre un qualcosa alle bordate dell'avversario.
Sembra un suicidio o il preludio di una resa. Invece non lo e'. I colpi di mortaio escono spesso profondissimi e talvolta, in momenti decisivi, il gigante al di la' della rete, a coronamento di una serie di recuperi pazzeschi del nostro eroe, sbaglia. Si lascia come incantare dalla parabola che traccia il cielo... e sbaglia. Coraggio, audacia e forza contro coraggio, tenacia e arguzia.
Ma da un lato della rete c'e' un sorriso in più. Dopo essere apparso nel corso del match, permane e si fa spazio.
E non e' ironico o beffardo. E' dolce e felice come di chi sa di stare vivendo qualcosa di fantastico. E ne e' certo. Dall'altra parte della rete, invece, il muro d'ebano si incrina. Anche qui lo si vede dalla faccia.
L'espressione di Tiafoe dal perplesso (mannaggia prende tutto e sbaglio troppo), passa al sempre piu' perplesso (stai a vedere che la perdo...) fino allo sconforto che conduce alla sconfitta (ma come e' possibile?) con un quarto set strappato al tie-break ed un 6-4 finale che consacra il nostro Davide e abbatte Golia.

Ed esalta i tifosi italiani sugli spalti, ormai abbastanza poco frequentati e quelli superstiti alla TV. E' passata l'una di notte e la durata del formidabile duello ha superato le 5 ore.
Ai nottambuli amanti dello sport il nostro Matteo lascia in dono quel sorriso, curvo come la parabola della sua fionda.
Voi non ci credevate, ma io lo sapevo...
Una grande festa della Repubblica italiana del tennis, solo momentaneamente privata del suo re.
Cantami o diva...
Bravo davvero Arnaldi!


"Avvocato e mediatore civile e commerciale. Socio Fondatore dei Giuristi Granata - Toro Club Marco Filippi, dell'Associazione Curva Primavera per la Fondazione Stadio Filadelfia e dell'Associazione ToroMio. Attuale presidente del Comitato NOIF "Nelle origini il futuro" che unisce a ToroMio associazioni di varie tifoserie italiane nella promozione di una proposta di legge che introduca la partecipazione popolare nel mondo del calcio e dello sport".


Disclaimer: gli opinionisti ospitati da Toro News esprimono il loro pensiero indipendentemente dalla linea editoriale seguita dalla Redazione del giornale online, il quale da sempre fa del pluralismo e della libera condivisione delle opinioni un proprio tratto distintivo.