L'angelo granata
"Conosci Angelo Marello?". "No" risposi io a Pierpaolo di Acqui Terme, conosciuto per caso via social in ragione della comune fede granata. "Ma come? Se a Torino si parla di fare qualcosa per il Toro non si può non parlare con Angelo". Io e Pierpaolo, in allora, parlavamo tra noi di un sogno in comune. Che la gente granata potesse, prima o poi, riunirsi e riportare il Toro in alto.
Per parlare di questo mi ritrovai così, quasi 20 anni fa, a cena alla Bocciofila Crimea, un circolo torinese sul Po, con tanti sconosciuti amici granata portati da Pierpaolo, quasi tutti di fuori Torino.
Angelo che doveva essere il protagonista della serata però poi passò solo un attimo, disse di essere contento nel vederci lì insieme a parlare così seriamente di Toro, ma poi in breve scappò via per andare ad incontrare altre persone. Ero un po' deluso ma a fine serata tutto il nostro tavolo si ritrovò la cena pagata ed io uscii piuttosto sbalordito da una cena che, in un certo senso, per me fu l'antefatto del mio successivo incontro con ToroMio.
Un paio di anni dopo, nel 2009, organizzai con i Giuristi Granata una mostra di ceramiche dedicata al Grande Torino e ci fu poi un'asta delle opere per raccogliere fondi in favore dell'Oasi di Don Aldo Rabino. L'asta si svolgeva all'Unione Industriale di Torino ed era ormai conclusa. Un paio di pezzi erano rimasti non aggiudicati, anche perché avevano un prezzo base piuttosto elevato. Ed ecco comparire Angelo Marello trafelato... "Scusate il ritardo. C'è ancora qualcosa che si può prendere per Don Aldo? E alla mia risposta affermativa si mostrò sollevato ."Ah, meno male. Vanno bene..." E proseguì dichiarando e poi versando la somma piu' ingente della serata. Una generosità fuori dal comune in una persona non certo più facoltosa di tante altre che conoscevo.
A Maen, Angelo Marello (al centro) in compagnia di Nino Gamba, presidente di Oasi, e del sottoscritto
Non ci frequentavamo tanto ma un giorno di un paio d'anni dopo quell'asta, a sorpresa, mi chiamò e mi disse: "Oggi viene Ventura alla Bocciofila Crimea. E' il primo incontro che fa con dei tifosi. Che ne dici di venire e portarti dietro qualche amico?". Quel giorno nelle persone presenti vidi un bel mondo, tinto di granata, generoso e torinese. Proprio quello che vidi mi convinse che valesse la pena spendere del tempo per la gente del Toro, di cui Angelo Marello era (è) un testimone davvero formidabile. Lui ha attraversato quasi un secolo di storia di Torino rendendole onore, come la stessa nostra città ha poi giustamente riconosciuto recentemente assegnando ad Angelo un significativo premio civico.
Angelo Marello in compagnia di Tony Vigato
Continuammo sempre a vederci di tanto in tanto. Quando parlavo con lui spesso era come viaggiare in una macchina del tempo. Dal Grande Torino ai calciatori granata di tutti i tempi, da Coppi ad altri meno noti ciclisti piemontesi. Calcio e ciclismo erano le sue grandi passioni e il monumento a Coppi in città si deve anche al suo impegno e alla sua passione. E poi Macario, Mike Buongiorno, Rol, Fred Buscaglione, il fratello Stefano, Canelli e Santo Stefano Belbo, la Barriera di Milano, Gipo Farassino, il motovelodromo e via Madama Cristina, il Filadelfia, il Comunale e la sua carrozzeria. Un luogo dove in tanti anni si sono recate tante persone, dalle più note alle meno note. E io tra loro. Racconti e aneddoti di mille personaggi legati al Toro e alla città, di fronte ai quali non si poteva non restare affascinati.
Allo stadio in occasione di Torino-Carrarese
Più recentemente mi faceva piacere, se possibile accompagnarlo in qualche uscita e passare del tempo con lui. Combinammo ad esempio l'anno scorso di andare su a Maen in Val d'Aosta per ricordare il comune amico Don Aldo Rabino Questo ferragosto di siamo poi andati a vedere insieme Torino-Carrarese. Fisicamente ormai da tempo vari acciacchi lo tormentavano ma lo spirito era ancora forte e cordiale. Uno spirito formidabile che lo aveva sempre aiutato anche a superare con positività i dolori della vita. Proprio quest'anno poi ToroMio ha deciso di assegnare a lui il "Premio Bonetto", quale straordinario tifoso del Toro calato nella società civile. E' stato molto contento di ricevere il premio e l'ultima telefonata che ho ricevuto da lui è stata a fine settembre, nell'imminenza dell'assemblea di ToroMio a Superga. Manco a dirlo voleva chiedermi se poteva fare qualcosa per aiutare. Lo chiedeva sempre e penso che lo chiedesse a tutti, così come diceva sempre grazie e penso lo dicesse a tutti.
Al Filadelfia Angelo Marello insignito del premio Bonetto
Gran parte del mondo granata ha di certo da raccontare qualcosa su Angelo e di certo anche di più significativo di quello che scrivo. Ma se chi ora legge ha avuto la fortuna di conoscere Angelo Marello, di certo sa di avere conosciuto un uomo vero, di un'umanità straordinaria e di una generosità fuori dal comune. Un uomo che, tra le altre buone cose, era un concentrato di Torino e del Toro, con il volto e l'animo più buono che uno possa immaginare. Per chi sa cogliere l'allusione Tolkeniana io l'ho sempre visto come il "Tom Bombadil" granata. O in parole povere si puo' dire, come si diceva spesso di lui, che era un Angelo "di nome e di fatto". Caro amico, sono certo che ora voli in alto, come hai sempre volato in alto, anche sopra le cose brutte, in forza della ineffabile leggerezza del tuo animo straordinario. Sono contento di averti conosciuto Angelo Marello e sinceramente non avrei mai voluto scrivere questo articolo...
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