RisorgimenToro, ToroMio, Cairo, Pupi e altre belle storie...
Parte oggi un nuovo appuntamento su TN, che aggiornerà i lettori in merito alle tante iniziative che la passione per il Toro fa nascere e -si spera- crescere...
di Massimiliano Romiti *
Sono un po' emozionato di avere l'onore di ritrovarmi a scrivere sul principale network dedicato al Torino FC ed ai suoi tifosi. Ringrazio anzitutto e doverosamente la Redazione di avermi concesso lo spazio di questa rubrica.
Sono il Presidente in carica dell’associazione Giuristi Granata che ho fondato nel 2007 e con RisorgimenToro, di qui in avanti intenderei, tra l'altro, dare voce anche a tanti altri amici granata e non solo al sottoscritto.
Perdonatemi sin d'ora per la lunghezza di quest'articolo, ma in questi anni sono successe tante cose e devo pur presentarmi compiutamente a Voi lettori di Toro News...
Dal 2007, con un poco di incoscienza, mi sono letteralmente tuffato in un mondo che, in verità e prima di allora, mi sono accorto di conoscere solo superficialmente.
Eppure sono abbonato al Torino dall'età minima consentita per avere una tessera (ho saltato solo le annate coincidenti con le nascite delle mie due figlie) ed andavo al Comunale sin dall'età di 8 anni (altri tempi!) a seguire, con un amico di 10, quello che per me era l' ''ultimo quarto d'ora granata”, allora accessibile a tutti anche senza biglietto grazie all'apertura dei cancelli verso fine partita.
Mi sono tuffato nell'ambiente del Toro, dicevo, con un'idea e uno scopo: dargli forza.
Partire da una task-force di appassionati legulei e da un marchio suggestivo come quello di “Giuristi Granata” mi è sembrato un buon punto di partenza. Così infatti si è rivelato ed in un'altra occasione Vi parlerò del più dettagliatamente del nostro particolare Club e del collega avvocato cui è dedicata l’associazione, Marco Filippi.
Per capire un poco quello che non conoscevo, in una memorabile serata invitai nel mio studio due persone alle quali a tutt'oggi sono molto affezionato perché mi hanno introdotto, loro per primi, al mondo granata: Domenico Beccaria ed Ottavio Sessa. Per i pochi che non lo sapessero il primo è il presidente dell'Associazione Memoria Storica Granata, il secondo è una delle anime del Centro Coordinamento Toro Clubs.
Insieme discutemmo di quello che per noi poteva essere il bene del Toro ed il tema che io sin da allora mi sono proposto di mettere all'attenzione di tutti è stato quello pensare a come l'ambiente granata si sarebbe ricompattato e sarebbe rifiorito solo qualora le sue numerose e meravigliose componenti si fossero finalmente responsabilizzate nei propri specifici compiti ed indirizzate così congiuntamente verso il bene del Torino FC. Il tutto senza invadere campi non propri, mettendo una volta per tutte da parte offese vere o presunte e soprattutto definitivamente al bando i perniciosi sentimenti di invidia reciproca che minano ogni costruttività vera.
Ebbi a dire all'amico Ottavio, ad esempio, che chiamarsi “Centro Coordinamento Toro Clubs” dice tutto nel suo nome ed identifica un compito preciso. Per cui altre attività, pur degnissime ma di matrice più marcatamente culturale o volte a suggerire un proprio profilo ideale di “vero tifoso granata” per così dire, forse dovevano essere esercitate magari sotto un’altra sigla meno generalista. Anche perché, mischiando le cose, secondo me si correva il rischio di venire conseguentemente meno al compito chiaramente espresso dal nome. E questo forse un po' è successo, con mio sincero rammarico ed abbassamento di popolarità per tale istituzione, a tutt’oggi comunque lodevolmente impegnata in Fondazione Filadelfia. Tra l’altro parliamo del primo Coordinamento d’Italia, in origine idealmente e fattivamente fondato, per quanto ne so, da Mario Patrignani, storico presidente dei Fedelissimi Granata Pesaro.
Da quel prezioso incontro in poi sono successe tante altre cose: noi Giuristi Granata ci siamo interessati anzitutto alle operazioni della Fondazione Filadelfia e non potendovi entrare come fondatori, non avendo partecipato al “tavolo del Fila”, siamo stati comunque onorati di potervi aderire sin da subito indirettamente attraverso la mia qualifica di consigliere dell'Associazione Tifosi Curva Primavera, partecipante questa sì, al collegio dei fondatori. Abbiamo anche avuto il piacere di contribuire in denaro per permettere alle rappresentanze della tifoseria granata di entrare ufficialmente in Fondazione, insieme agli altri Enti istituzionali che vi partecipano.
Ma preciso sin d'ora: ciò che ruota attorno a quella ammirabile esperienza che è la Fondazione Filadelfia è tutto merito di altri (tra i quali anche miei colleghi) e speriamo che la storia, culminando nella ricostruzione del “Tempio Granata”, renda loro anche adeguata gloria col raggiungimento dell'obbiettivo loro che è poi anche quello di tutti noi che vogliamo dirci sinceri tifosi granata. Ma torniamo al racconto...
Preso poi un po' di coraggio, grazie all'allora Presidente del Consiglio Regionale Davide Gariglio ed in memoria del 60° anniversario del Grande Torino, i Giuristi Granata hanno poi organizzato la sorprendente mostra “CeramisToro” a Palazzo Lascaris, riunendo nell'avvenimento molte realtà granata e convincendo numerosi artisti dell'Associazione Artisti della Ceramica di Castellamonte a dedicare una propria opera al Toro. Questa esperienza, per alcuni di questi artisti, ha significato il primo incontro imprevisto con la nostra formidabile storia e dal quale sono tutti usciti diversi e un po' granata, dal momento che, in parecchi, prima di allora, mai avevano preso alcun contatto con il mondo del calcio e tanto meno conoscevano il Torino. La manifestazione si è poi degnamente chiusa con un'asta benefica a favore dell'Oasi Onlus di Don Aldo Rabino all'Unione Industriale.
Correva allora il novembre 2009 e prima, nello stesso anno, si era verificata un'altra circostanza particolare: una improbabile cena alla quale ero stato invitato da un oggi caro amico di Acqui Terme conosciuto via Facebook di nome Pierpaolo Pracca. Alla Bocciofila Crimea, amici granata di tutto il Piemonte si riunirono a cena per discutere sul tema “come fare per aiutare il Toro”, affettuosamente ospitati da quel personaggio straordinario che è Angelo Marello, il quale, per chi conosce Tolkien, è per me indiscutibilmente il vero ed unico “Tom Bombadil” dell’universo granata.
Quanto intravisto e proposto in quella indimenticabile cena (che si sarebbe ben potuta intitolare “Risorsa granata” come l’iniziativa di cui si discusse) si è poi di nuovo improvvisamente materializzato alcuni mesi dopo.
Nel marzo 2010, presso l'Aula Magna del CTO, il dott. Guido Regis, che pure scrive su questa testata, relazionava circa l'ambiziosissimo progetto di Luciano Cavagnero: far sì che i tifosi arrivassero a comprare una quota societaria di partecipazione al Torino FC. Invitava così all'adesione ad una nuova associazione avente questo scopo.
Colpo di fulmine! Il 4/5/2010 presso lo Studio del Notaio Fabrizio Olivero (Giurista Granata) nasceva quindi l'Associazione ToroMio con il fine specifico di promuovere la partecipazione reale ed attiva dei tifosi granata al Torino FC.
Di tale associazione, su 24 soci fondatori, ben 6 sono Giuristi Granata ed io ne sono vice-Presidente.
Non è sempre stato tutto facile. In questi 4 anni di Toro da tifoso “impegnato” ho dovuto trattare, insieme ad altri compagni di viaggio, anche argomenti scottanti e densi di problematiche non ancora risolte. Vi sono state incomprensioni sfociati in episodi anche aspri con vari “fratelli di virus”, per dirla alla Gramellini.
Uno (ma non il solo, tengo a precisare) dei principali motivi di divisione della tifoseria che ho incontrato nella mia recente esperienza è senz'altro il giudizio sul Presidente del Torino FC.
Ho anzitutto potuto constatare come l'ambiente granata, in più persone, sia rimasto sostanzialmente offeso dalla scarsa sensibilità mostrata in questi anni dalla società verso le varie componenti del mondo granata, le sue idee ed i suoi valori.
L'offesa si è mano a mano tramutata in strisciante rabbia di alcuni per la sostanziale indifferenza del Torino Fc verso persone che spendono molto del proprio tempo per il Toro con grandissima dedizione e senza alcun personale apprezzabile ritorno.
Nonostante anche la tendenza dei risultati sportivi sia recentemente cambiata in meglio, mettendo a tacere la massima parte della contestazione, cova ancora però, secondo me, questa insofferenza di non sentirsi apprezzati e la fastidiosa convinzione di essere quasi visti come un “disturbo al conducente”. Il Presidente Cairo certo, ha una visione molto diversa da quella dei tifosi che sta sotto lo slogan “Il Toro siamo noi”. Non può essere diverso. Ma non sono sicuro che questo sia solo un male…
Bene. Comunque devo dire che in cuor mio ho deciso di abbracciare questo giusto tormento di tanti, ma voglio subito sgombrare il campo da equivoci e qui parlo della mia concezione dell'essere tifoso: per me il Toro non siamo solo noi tifosi e l'unico Torino che esiste e merita di essere sostenuto è il Torino FC che gioca (per ora) il sabato. Ritengo invece inutile e vacuo sostenere quel Torino che ciascuno di noi tifosi può avere nella sua testa, per quanto possa apparirgli migliore di quello reale.
Io penso infatti che qualsiasi ideale, anche il più astrattamente positivo, raggiunge il suo scopo e diviene concreto solo se applicato a qualcosa di reale attraverso tanto affetto; altrimenti il perseguire quella che, in fondo, è solo una propria idea e nulla più, corre il rischio di diventare solo fonte di caos, divisione, se non prevaricazione.
Smetto però subito i panni da predicatore che a volte mi tentano e torno alla cronaca che magari è più interessante...
Quale grido all'unità granata nel 150° dell'Unità d'Italia ecco allora “RisorgimenToro” appello rivolto “urbi et orbi” a scuotere le anime tutte del popolo granata.
Questi i fatti concreti che Vi elenco in rapida successione e che potranno essere approfonditi in tanti articoli futuri: la prima lettera a febbraio rivolta a tutto il mondo granata (uscita tra l'altro proprio su questa testata), due vis a vi' col Presidente Cairo a Milano, tante risposte, alcuni incontri presso il mio studio, la prima visita al Museo da parte della prima squadra, un convegno alle OGR sul Grande Torino che ha visto di nuovo una grande unità tra realtà diverse in un momento difficile per la squadra ancora costretta in serie B, un DVD del Museo che nasce da un incontro avvenuto nell' ambito favorevole suscitato da RisorgimenToro, una cena tra clubs sotto il proposito “uniti si vince”, l'arrivo di Ventura ed il suo slogan “Se vogliamo, possiamo” casualmente e perfettamente coincidente con quello di ToroMio, Comi nominato Direttore Generale ed il dott. Misischi messo a capo dell'equipe medica, il gruppo dei giocatori che ricomincia ad essere degno della maglia che porta, un libro prima e poi uno spettacolo teatrale dell'amica Sabrina Gonzatto che riecheggia anche l'esperienza di questi mesi, una nuova canzone di Valerio Liboni e Silvano Borgatta con il Quartetto Italiano, una compilation dedicata a noi del Toro...Canta ToroMio.
Et voilà; (forse) qualcosa è cambiato o perlomeno comincia a cambiare...oppure se siamo cinici e pessimisti, come spesso capita a noi granata, possiamo dire e dirci: ma va là, abbiamo azzeccato un paio di acquisti e fatto qualche risultato ancora tutto da confermare, tutto qui.
Comunque sia non stanchiamoci, però, di lavorare su di noi e di migliorarci, sempre: siamo tanti, siamo meravigliosi e se siamo uniti possiamo ben difenderci da chi ci vuole male ma soprattutto fare tanto bene a chi vogliamo bene.
Chiudo l'articolo su questo tema, con un aneddoto che magari alcuni di noi avranno già sentito dall'ultima persona che indiscutibilmente ha potuto dire di sé a pieno titolo non : “io sono del Toro” ma bensì “io sono il Toro”. Sto parlando di Paolino Pulici.
Quello che Pulici racconta sempre di sé quando incontra dei tifosi granata è quanto diceva il suo maestro Ussello alla squadra in allenamento: “Ricordatevi ragazzi; la vedete questa mano? Se è allargata e colpisce non fa tanto male, è solo uno schiaffo. Ma se le dita da divise si stringono, può diventare un pugno tanto potente da mettere al tappeto qualsiasi avversario! Così voglio il mio Toro oggi in campo.”
Il grande augurio natalizio che faccio a tutti è che diventi così, per noi granata, anche e soprattutto fuori dal campo, dove, rendiamoci conto, hanno origine, veramente e non tanto per dire, le sorti di quanto poi succede in campo.
Guardiamoci finalmente e definitivamente perlomeno con simpatia l’un l’altro anche se magari a volte non siamo d’accordo tra noi su qualcosa. Dobbiamo renderci conto che “portiamo tutti il Toro” per dirla alla simpatica maniera di Algerio Guadagni, uno straordinario rappresentante di noi tifosi granata che, abbarbicato tra le storiche cave di marmo di Carrara, fa sventolare, lui, non Torinese e in quel di Colonnata, una bandiera granata proprio sulla terrazza del suo locale “Lardarium” (prendete nota).
Ah, per la cronaca, Colonnata conta, mi ha detto Algerio, oltre che il lardo piu’ buono del mondo, anche più di 10 tifosi granata tra i pochi residenti e non c’è dubbio secondo me che il merito sia suo: se non ci fossimo, bisognerebbe proprio inventarci!
A questo punto, con questa ultima strenna granata, non mi resta che rivolgere a tutti Voi, dovunque siate e comunque stiate, i più calorosi auguri di Buon Natale e del più lieto anno nuovo che si possa immaginare, sperando tutti insieme che lo “spirito del Toro” torni presto a soffiare forte a casa sua…
Con il Toro nel cuore.
* presidente dei Giuristi Granata
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