Toro News Giovanili Così nasce il settore giovanile del Torino: l'asse Baldini-Ludergnani

Così nasce il settore giovanile del Torino: l'asse Baldini-Ludergnani

Davide Bonsignore
"L'idea è quella di improntare il settore giovanile del Torino su questa situazione": così nascono i giovani granata

Una richiesta di Ludergnani, quindi un'idea di Baldini. Infine, un metodo di lavoro approvato con l'obiettivo di regalare identità e progettualità. Così nasce il settore giovanile del Torino. Due anni fa il responsabile del settore giovanile granata poteva esultare doppiamente, con la vittoria dello scudetto da parte delle formazioni Under 17 e Under 18. Nella scorsa annata, tutto è andato in maniera diversa. La stagione si è conclusa con le lacrime di commozione da parte di Ludergnani per una salvezza matematica che stentava ad arrivare. Oggi l'obiettivo del Torino è costruire una chiara identità, dai più piccoli alla Primavera: così sta nascendo il metodo granata per le giovanili.

La richiesta di Ludergnani: questa l'identità delle giovanili

La differenza tra i moduli di prima squadra e Primavera ha colpito. Se a Pinzolo Abate preparava il 3-4-2-1, a dieci chilometri Baldini insegnava ai suoi il 4-3-3. "L'idea è di improntare Primavera e Under 18 in questa direzione?", abbiamo chiesto al tecnico della formazione Under 20 granata. Ma la sua risposta ha sorpreso: "No, l'idea è quella di improntare l'intero settore giovanile del Torino su questa situazione". L'idea di Ludergnani è chiara: legare lo sviluppo tattico unito di prima squadra e Primavera lascia troppi rischi per via dei frequenti cambi in panchina. Quel che si può fare, invece, è creare un'identità collettiva dalla formazione Under 20 in giù.

"Ludergnani - ha spiegato a Toro News Baldini - vuole squadre aggressive, che vadano in avanti, che abbiano il coraggio di costruire. Quindi se noi andiamo ad analizzare i moduli, ci sono dei moduli che permettono di andare in avanti a pressare e moduli che invece sono un po' più difensivisti. Non è una questione modulo, ma è una questione di mentalità e di cosa si vuole. Quello che si vuole è questo: lo imposteremo in Primavera, in Under 18, ma lo imposteremo in tutte le categorie del settore giovanile". Ecco spiegata, dunque, l'idea da cui partirà a svilupparsi il progetto che coinvolgerà tutte le squadre di giovani granata: improntare i talenti all'aggressività, alla costruzione offensiva.

L'idea di Baldini: favorire i passaggi di categoria

Ecco quindi la proposta di Baldini: se il settore giovanile deve avere il medesimo metodo di lavoro di squadra in squadra, allora che si favoriscano le comunicazioni tra le ultime due formazioni, Primavera e Under 18. "Abbiamo la possibilità, e ringrazio Ruggero (Ludergnani, ndr) di avermela data, di unificare questo ritiro, come unificheremo il lavoro tra la Primavera e l'Under 18, e questa è una scelta importantissima", ci raccontava Baldini la prima volta che l'abbiamo incontrato a Spiazzo. L'evidente soddisfazione del tecnico si rifà a una possibilità che vede proiettata nel corso dell'anno: "Io non dovrò più dire il nome di un giocatore: se io dico al mio collaboratore che mi serve un numero 8, lui sa cosa deve fare una mezzala col numero 8. E quindi è tutto più semplice, è tutto più allineato".

Facilitare i passaggi di categoria di un 2009, per esempio, che possa giocare una settimana con l'Under 18 e una settimana con la Primavera, senza vedere il trasferimento da una all'altra necessariamente come un premio o come una punizione, passa soprattutto dal lavoro quotidiano in allenamento: "È vero che saranno due squadre ben distinte, ma ci saranno le stesse idee, le stesse caratteristiche di squadra", ha spiegato Baldini. "I concetti rimangono gli stessi: quando partirà l'U18 lavorerà nello stesso modo in cui stiamo lavorando noi".

Il metodo: queste le giovanili del Torino

Ecco, quindi, che dall'unione di un bisogno del responsabile del settore giovanile, Ruggero Ludergnani, e di una proposta del tecnico della Primavera, Francesco Baldini, si risale al metodo di lavoro che contraddistinguerà l'intero settore giovanile del Torino. L'idea è quella di far crescere i giovani con lo stesso metodo e con un'idea ben chiara: conoscere alla perfezione cosa vuol dire indossare la maglia granata. E farlo capire anche agli avversari. "Sono tutti ragazzi del Torino, che indossano la maglia del Torino, e quindi sono a completa disposizione per il bene della squadra", esige Baldini.

E il metodo di lavoro passa proprio da questo. Un aspetto su cui il tecnico ha posto particolarmente l'accento è la necessità che i giocatori si sentano parte di un gruppo, a prescindere dalla formazione con la quale scenderanno in campo. Questo a partire, naturalmente, dai più giovani: "Vegliato, che ha fatto due anni importanti (in Under 18, ndr), non è stato messo in Under 16 perché non ha fatto bene, ma perché sarà un mio stretto collaboratore a fare l'allenatore dell'Under 18 (Riccardo Leardi, ndr), perché le due squadre saranno unificate. Si partirà già dalla squadra di Vegliato per andare avanti con la stessa metodologia di lavoro". Nella spiegazione del tecnico della Primavera si legge la volontà di favorire lo sviluppo dei giovani. Che questo sia improntato al loro passaggio alla prima squadra dello stesso club o a un profitto che il club ne vuole trarre, poco importa. Il risultato sarà comunque fare il bene del ragazzo: "Penso che uno dei problemi che abbiamo avuto in Italia sia proprio questo nei settori giovanili. In questo modo non si fa altro che far crescere i ragazzi, perché la continuità poi fa crescere i ragazzi". Così, allora, Primavera e Under 18 nel Torino saranno unificate nel metodo di lavoro. E l'ideologia sarà condivisa dall'intero settore giovanile. Un'ideologia granata.