Baldini insegna il sacrificio ai ragazzi della Primavera e dell'Under 18: in esclusiva a Toro News le parole del tecnico
Torino Primavera, la parola chiave è "fatica" (Video)
La Primavera granata con la mentalità di Baldini. A 10 chilometri dal ritiro di Abate a Pinzolo Francesco Baldini, confermato sulla panchina dell'Under 20 granata, sta lavorando sulla fatica. Una fatica allenante, certamente da un punto di vista fisico, ma una fatica che significa unione e mentalità. In esclusiva ai microfoni di Toro News, Francesco Baldini ha raccontato il proprio percorso in ritiro con la Primavera: le sue parole.
Mister, quanta felicità c'è nel ritrovarsi al Torino con alcuni dei ragazzi che ha avuto modo di allenare l'anno scorso? Quanto è felice di essere rimasto? "Sono felice di continuare il lavoro che abbiamo iniziato l'anno scorso. Quando non parti dall'inizio, tante cose non riesci a lavorarle. Rispetto a quello che abbiamo fatto l'anno scorso, ci sono ampi margini di miglioramento. Queste prime settimane abbiamo lavorato più sullo spirito dei ragazzi che sulla parte calcistica, tecnico-tattica, perché voglio alzare il loro livello di fatica, che era una cosa che avevo riscontrato l'anno scorso. L'anno scorso, quando proponevo un po' di lavori a secco, di corse a secco, vedevo che erano molto sofferenti. Quindi il lavoro che è stato impostato quest'anno non è tanto fargli fare i "mille" (metri, ndr), ma cercare di alzare la loro soglia della fatica. Perché poi una percentuale altissima delle partite si risolve dopo il 70', e quello che mi ero prefissato questa stagione era proprio di cercare di alzare la soglia della fatica di questi ragazzi. Ripeto, abbiamo fatto una percentuale altissima di lavoro fisico, anche oggi (giovedì 16 luglio, ndr) faremo una percentuale altissima di lavoro fisico, poca palla. Io ho avuto Zeman come allenatore, per me è stato un maestro, quindi molte cose, compresa la parte atletica di Zeman, la condivido, perché ho capito che non lo faceva tanto per l'aspetto atletico, ma c'era una componente mentale importante: con lui dovevi superare i tuoi limiti. Io sto cercando di far superare a questi ragazzi i propri limiti. E quindi sono molto contento di lavorare con quelli nuovi. Con quelli che ho avuto l'anno scorso è logico che, calcisticamente parlando, è più facile, però anche a loro ho voluto cercare di alzare la soglia della fatica".
L'anno scorso ha detto più volte di aver trovato un gruppo tecnicamente forte ma demoralizzato. Cambia completamente il metodo di lavoro se ci si approccia non a stagione in corso ma a luglio, però in realtà sta puntando anche tanto sulle stesse cose... "Sì, calcisticamente parlando, assolutamente sì. I concetti rimangono gli stessi: cercare di alzare il baricentro della pressione di questa squadra, lavorare bene con la linea di difesa e gli scambi di ruoli. È logico che l'anno scorso non siamo riusciti a lavorare su tutti questi aspetti. Quest'anno, potendo programmare l'inizio di un campionato, una preparazione e un ritiro, è logico che l'organizzazione toccherà tutti questi punti".
Spiazzo e Pinzolo sono a dieci minuti, la vicinanza tra i ritiri favorisce i giovani. Ha avuto modo di parlare anche con Abate, avete una collaborazione? "Ci sentiamo quotidianamente con lo staff. Raimondi è un amico, ci conosciamo da vent’anni, abbiamo avuto modo di confrontarci tantissime volte sul calcio ed è venuto anche a casa mia in diverse occasioni. È stato l’allenatore che mi ha sostituito a Sestri Levante. Con Di Sarno ho un rapporto stupendo: mi ha cresciuto quando muovevo i primi passi nel professionismo, lui era il portiere della Lucchese. Siamo stati compagni di squadra. Abbiamo un ottimo rapporto e sono in contatto tutti i giorni con loro. Ci sono sinergia e unione di intenti. Il ritiro congiunto penso che sia una grandissima idea di organizzazione. Abbiamo la possibilità, e ringrazio Ruggero (Ludergnani, ndr) di avermela data, di unificare questo ritiro, come unificheremo il lavoro tra la Primavera e l'Under 18, e questa è una scelta importantissima. È vero che saranno due squadre ben distinte, ma ci saranno le stesse idee, le stesse caratteristiche di squadra. Forse l'anno scorso andare in Under 18 per qualche ragazzo poteva passare come una punizione, quest'anno non lo sarà. Immagino un 2009, per esempio, che un sabato giocherà con l'U18 e la domenica dopo magari potrà giocare in Primavera, ma le idee saranno le stesse, quindi non troverà nessuna difficoltà. E per questo devo ringraziare la società che mi ha dato questa possibilità, perché penso che una cosa importante sia l'unione tra la prima squadra e la Primavera così come tra la Primavera e l’U18".
Cosa significa lavorare con un gruppo così differenziato, in cui alcuni giocatori effettivamente saranno in Primavera, altri saranno in Under 18, altri faranno la spola tra l'uno e l'altro, altri devono ancora arrivare... Su cosa si punta in particolare? "I concetti rimangono gli stessi: quando partirà l'U18 lavorerà nello stesso modo in cui stiamo lavorando noi. La cosa che mi premeva di più era far capire ai ragazzi che l'U18 non fosse una punizione, perché l'anno scorso purtroppo avevo questa sensazione. Io sarò a piena disposizione. I ragazzi ripartiranno e useranno la stessa metodologia, e questa è una cosa molto molto importante. I nuovi che arriveranno si dovranno riallineare, anche atleticamente faranno il lavoro che stanno facendo ora i ragazzi, perché anche ai nuovi voglio far alzare la soglia della fatica. Quelli che andranno in U18 sanno benissimo, come ho detto, che la settimana dopo potrei chiamarli in Primavera. Sono tutti ragazzi del Torino, che indossano la maglia del Torino, e quindi sono a completa disposizione per il bene della squadra".
© RIPRODUZIONE RISERVATA