Torino Primavera, non sempre riescono i miracoli: quest’anno, obiettivo play-off
Il derby andato in scena contro la Juventus ha messo in luce un divario tecnico che non è descritto appieno dal risultato di misura. I granata, capitanati da uno stoico Mantovani, sono stati bravi a reggere fino al minuto 89, ma era nell’area sin da inizio ripresa che uscire con un risultato positivo dallo Juventus Center non sarebbe stato facile.
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La Juventus vanta una rosa che raccoglie buona parte del meglio del panorama italiano ed europeo per quanto riguarda l’annata 1997, messa insieme con cospicui interventi economici sul mercato. I granata hanno giocato al cospetto di una squadra chiaramente superiore e sono andati vicino a rimanere imbattuti, non fosse stato per una grave ingenuità commessa quando la partita stava per finire.
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Perdere il derby in superiorità numerica con un gol incassato allo scadere è un brutto colpo e non è facile reagire. Ma i granata sono costretti a farlo. Il Torino Primavera in questi anni ha fatto miracoli, primeggiando su avversarie che hanno a disposizione mezzi economici ben diversi. E i miracoli non sempre riescono. Oggi la missione è portare con onore il tricolore cucito sul petto, e questa si può ancora portare a compimento.
Se la vittoria della Virtus Entella sul campo del Carpi allontana forse definitivamente i granata dal sogno secondo posto (ora lontano dieci punti) che porta alla qualificazione diretta alle Final Eight, ancora in ballo c’è l’obiettivo play-off. Le terze, le quarte e le due migliori quinte dei tre gironi Primavera si qualificano al “torneino” che mette in palio altri due posti alle finali Scudetto. A questo traguardo possono e devono puntare fermamente i ragazzi di Longo, che adesso sono attesi da dieci finali, a partire dal match di sabato prossimo, in casa contro lo Spezia.
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