''A Bari pochi soldi, ma Ventura scelta vincente''
di Roberto Maccario
Inutile nasconderlo: domenica sera per Giampiero Ventura non sarà una partita come tutte le altre e anche ad un vecchio lupo di mare come lui batterà un pochino il cuore. A Torino infatti arriverà il Bari, sua squadra in serie A per una stagione e mezza. Una squadra con la quale fu protagonista di uno straordinario campionato 2009/2010, in cui i galletti raggiunsero il loro record di punti in serie A, cinquanta, esprimendo un gioco veloce e divertente. Al timone di quella nave, insieme all’odierno condottiero granata, c’era il ds Giorgio Perinetti, oggi al Siena, che ai microfoni di TN ha ricordato quella entusiasmante avventura.
Buonasera direttore, facciamo un po’ di amarcord: come mai, nell’estate del 2009, dopo la promozione del Bari in A, la scelta di affidarsi a Ventura? Cosa aveva e cos’ha di speciale questo allenatore?
Ricordo che, a causa di alcune incomprensioni, si ruppe il rapporto con Antonio Conte e, siccome il tempo stringeva, decidemmo di affidarci ad un allenatore con le stesse caratteristiche, visto che le somiglianze tattiche tra i due sono davvero molte. In questo modo era possibile portare avanti il progetto di gioco iniziato l’anno precedente senza dover stravolgere la rosa. Scelsi Ventura anche perché lo conoscevo da molto ed ero consapevole della sua grande esperienza e della sua grande affidabilità; certo lui veniva da un’esperienza, quella di Pisa, abbastanza controversa, con un ottimo campionato seguito da un fallimento: i fatti mi diedero ragione, fu una stagione indimenticabile.
Come venne costruita quella squadra?
Ripeto: non avevo molto tempo per cambiare ed inoltre le disponibilità economiche erano assai limitate. Giampiero fu bravo a tirare fuori il meglio dagli elementi già presenti in rosa ed in più riuscimmo a lanciare alcuni grandi giovani come Ranocchia e Bonucci; a fine mercato poi arrivarono colpi importanti come Donati e Almiron che giocarono alla grande consentendoci di fare bella figura anche in serie A.
Già: Ranocchia e Bonucci sono la dimostrazione di come Mister Libidine sia molto bravo a lavorare con i giovani.
Ventura è un grande insegnante di calcio e come tale riesce a fare bene con i ragazzi consentendogli di migliorare enormemente.
Alla luce di tutto ciò, non la stupisce l’ottimo rendimento dei granata in questo inizio di stagione.
Direi di no: il Torino è una squadra costruita per conquistare la promozione. L’allenatore è stato molto bravo ad indirizzare subito nella maniera giusta gli sforzi societari: la disponibilità economica di Cairo( vedi i sacrifici fatti per tenere Bianchi ed Ogbonna) unita all’esperienza di Ventura può davvero portare lontano.
Veniamo ora al suo Siena: nonostante il cambio di categoria l’inizio è stato ottimo; l’obiettivo resta la salvezza o ambite a qualcosa di meglio?
L’obiettivo rimane quello di raggiungere quota quaranta punti il prima possibile. Abbiamo avuto un buon impatto, c’è grande entusiasmo ma non dimentichiamoci che la serie A è un torneo difficilissimo ed inoltre abbiamo diversi elementi che la fanno per la prima volta: rimaniamo con i piedi ben saldi a terra.
Grazie direttore
Grazie a voi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA