Artico: 'Il calo di forma era previsto'
Le vacanze per i giocatori cominceranno il 22 dicembre, all’indomani dell’ultima gara dell’anno, quella che stasera li vedrà combattere contro la Cremonese. Durante le meritate vacanze qualcuno vigilerà sul loro fisico, tra panettoni ed intingoli vari Paolo Artico, preparatore atletico di fiducia di De Biasi, ha affidato ai giocatori un programma leggero per non far perdere loro la forma.
“Quello che inizierà dopo la sosta sarà il periodo più importante della stagione, per cui ho preparato un programma specifico da fare durante la settimana di vacanza. Alla ripresa avremo la palestra e svilupperemo insieme la preparazione”.
Qual è il programma da lei stilato?
“Dovranno lavorare sulla potenza aerobica, soprattutto fare stretching per prevenire gli infortuni. Devono lavorare soprattutto sulla forza”.
Partendo dall’inizio della stagione, che giocatori si è trovato?
“Ottimi, sono tutti grandi professionisti. Hanno soprattutto una buona disponibilità a fare quello che gli si dice. Abbiamo giocato quasi ogni tre giorni per cui diventava difficile lavorare sugli esercizi specifici. Potevano capitare molti più infortuni, tutto sommato è andata ancora bene”.
Che ci può dire sui cali di forma che sta patendo qualcuno?
“Per coloro che giocano sempre, senza potersi allenare adeguatamente, è difficile mantenere la forma. Anche questa problematica era già stata programmata. La partita dove proprio si è accentuato questo problema è stata quella di Rimini. Contro il Brescia invece ho già notato dei miglioramenti e sono contento”.
Finalmente, come da lei annunciato, arriverà la tanto attesa palestra, a suo avviso in questo periodo era così necessaria?
“No, lo devo ammettere. Sono state le troppe partite di seguito a creare problemi, lo ripeto. Per cui la palestra sarebbe servita fino ad un certo punto. Le macchine sono utili per non fare rischiare troppo chi ha subito infortuni nel passato. Aiuta soprattutto i giocatori più anziani, per non sollecitare troppo la colonna verticale”.
E’ importante rifiatare ogni tanto?
“Sì, a volte preferisco lasciare a riposo un giocatore per averlo pronto per la partita. De Biasi deve avere a disposizione il numero massimo di giocatori. Proprio per questo a volte è più importante il riposo dell’allenamento”.
Com’è la situazione di Stellone?
“In via di miglioramento costante. Andrà sempre meglio, ne sono sicuro. Il giocatore ha lavorato spesso a parte per essere poi schierato. Si è dato da fare e spesso ha lavorato anche di mattina, da solo. Sono certo che non salterà più partite di fila, possiamo stare finalmente tranquilli. Devo aggiungere che un caso come il suo non l’ho mai avuto, nemmeno quando avevo Baggio al Brescia”.
I campi di allenamento non sono tra i migliori.
“Questo sì, ma ci stiamo adoperando anche sotto questo punto di vista. Con Cairo il dialogo è possibile e lui viene sempre incontro alle nostre esigenze. E’ anche vero che in quattro mesi non si può fare tutto e lui ha già fatto tanto. Cambiamo spesso campo di allenamento proprio per evitare quello che magari presenta qualche problema in più”.
Domanda che riguarda il presente, come stanno Brevi, Ardito e Doudou?
“Direi bene e credo proprio che questa sera giocheranno, anche Doudou potrebbe farcela”.
Qual è il problema di Doudou?
“Soffre di una leggera infiammazione al tendine”.
Muzzi di cosa soffre, al di là dell’infortunio patito contro il Brescia?
“Il suo problema è una fastidiosa sciatalgia che si porta appresso da tempo. Comunque credo che sarà già pronto per la gara contro il Pescara”.
Come procede la riabilitazione di Ungari?
“Prosegue bene la terapia, i passi in avanti sono stati enormi. L’operazione è stata ottima, ringrazio tantissimo il professore che l’ha operato. Quando inizierà a correre bene lo seguirò io per fargli ritrovare la forma. Il recupero dev’essere non solo fisico, ma anche psichico. Il giocatore comunque è sereno e sotto questo punto di vista risponde benissimo. E’ uno molto positivo. Non voglio dire nulla sui tempi di recupero, ma conto che sia pronto prima di aprile”. (Foto Maurizio Pisani)
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