Baroni: "Avrei voluto ripagare Cairo per la fiducia. C'era un piano tecnico, ma poi..."
Le parole dell'ex tecnico granata: tanta Lazio, tanto Lotito ma anche tanto Toro e soprattutto tanta umanità
Non bisogna mai sottovalutare l'umanità. Nel mondo del calcio, ormai troppo spesso si riesce a ragionare soltanto per numeri, risultati. E non è una condizione che riguarda soltanto i calciatori: chi non è a livello si prende insulti personali, fischi e le peggio offese. Lo stesso vale anche per gli allenatori, figure in prima linea, i primi capri espiatori e gli ultimi meritevoli. Una figura, quella del tecnico, soggetto a una pressione incredibile e la cui umanità, troppo spesso, si dimentica. Ce la ricorda Marco Baroni, tornato a parlare in esclusiva ai microfoni del Corriere dello Sport. Dalle parole del tecnico, di umanità, ne emerge eccome.
L'umanità di Marco Baroni
"Oggi l'allenatore è un risolutore di problemi", spiega Baroni, a proposito di un ruolo, il suo, che dice essere cambiato tantissimo nel corso del tempo: "Quello che funzionava in passato, oggi non può funzionare. Ho cominciato ad allenare tagliando l’erba del campo e organizzando personalmente le trasferte, adesso sarebbe impensabile". Quello che non passerà mai, o, almeno, questo vale per lui, è la voglia di avere passione, che porta a superare le difficoltà e ad essere autocritico. La grande umanità di Baroni emerge soprattutto da una risposta data al giornalista Malcom Pagani. Una risposta che sa di malinconia, ricordando Lazio-Torino, e ricordando soprattutto i cori in suo favore da parte dei tifosi laziali: "Quel giorno se avessi perso sarei stato esonerato. Certe cose le senti. Invece la partita si mette bene e a un certo punto, eravamo più o meno al ventesimo del secondo tempo, mi sono reso conto di essermi commosso. Non ho mai avuto un riconoscimento così nella mia storia calcistica. Ascoltare un intero stadio che ti applaude è qualcosa che porterò per sempre con me".Baroni e Lotito: un rapporto mai nato
Prima di concentrarci sulle parole che Baroni ha rilasciato a proposito della sua ultima esperienza, sulla panchina granata, vale la pena soffermarsi su alcuni passaggi di quest'intervista che fanno emergere la difficoltà del tecnico di interfacciarsi con il suo presidente alla Lazio, Claudio Lotito. "La dirigenza non ha mostrato il necessario apprezzamento nei confronti del mio lavoro", ha sentenziato il tecnico, che non ha poi detto che tipo di rapporto avesse con Lotito, ma ha risposto con un'altra domanda: "Secondo lei è possibile avere un rapporto costruttivo con Lotito?". Una situazione complicata, che nel giro di pochissime parole Baroni descrive alla perfezione: "A volte con lui ti trovi in situazioni in cui è difficile pensare a una causa comune".Baroni e Cairo: la ferita del Toro
Un rapporto diverso, invece, descritto da Baroni nei confronti del patron granata Urbano Cairo. Il tecnico ex Verona descrive il Toro come una ferita: "Negli ultimi anni avevo sempre raggiunto gli obiettivi prefissati e per questo il dispiacere è stato più acuto". L'esperienza di Baroni al Toro è stata decisamente negativa e le sue responsabilità non sono poche, ma lo stesso si può dire della dirigenza, a partire dal presidente e arrivando al direttore sportivo: "C’era un piano tecnico chiaro, poi saltato per tutta una serie di circostanze. Ma il presidente Cairo - racconta Baroni - non mi ha mai fatto mancare il suo appoggio". "Mi ha mandato via? Non importa. Succede - conclude l'ex tecnico granata a proposito del Toro. Avrei voluto ricompensarlo della fiducia che mi ha concesso e non ci sono riuscito". Insoddisfazione per non avercela fatta? Sicuramente. Ma dall'intervista di Marco Baroni emerge soprattutto una grande umanità.© RIPRODUZIONE RISERVATA