Beppe Scienza:''Jonathas, una grande operazione''
Per parlare dell’attaccante brasiliano Jonathas abbiamo contattato Giuseppe Scienza, suo allenatore la scorsa stagione al Brescia, ex giocatore del Toro e tecnico della Primavera granata.
Buongiorno Signor Scienza, che tipo di calciatore è Jonathas?
E’ un giocatore molto fisico ma dotato anche di qualità tecniche importanti. L’anno scorso in B ha segnato tanti goal e può giocare sia come unica punta sia affiancato da un partner. E’ molto disponibile al lavoro di squadra, è un professionista serio, in campo non ha paura di niente ed ha un carattere combattivo ma sensibile e particolare.
Può spiegarsi meglio?
E’ un ragazzo molto timido, con grosse difficoltà a livello di lingua, normali per chi è arrivato da poco in Italia; bisogna conoscerlo bene e capirlo per scoprire i suoi numerosi lati positivi.
Forse più un sostituto di Bianchi che una sua spalla, non crede?
Sicuramente, anche se all’occorrenza può fare anche la seconda punta.
Non pensa però che per il gioco di Giampiero Ventura siano più utili attaccanti diversi, per esempio alla Barreto?
Quei giocatori li ha già, ora occorre avere un po’ più di varietà in fatto di caratteristiche e credo che con Jonathas ci sia un bel mix: è una grande operazione, secondo me fanno benissimo a prenderlo.
Segnare in B è una cosa, farlo in A è un’altra, non pensa?
Sono assolutamente d’accordo, la A è un’altra cosa, più complicata, ma lui ha avuto la fortuna di capitare con uno degli allenatori più bravi nel migliorare gli attaccanti.
Come sta andando il suo campionato sulla panchina della Cremonese?
Siamo in fase di costruzione, abbiamo avuto dei problemi e nella mia carriera non ho mai visto una serie di infortuni così gravi e numerosi: una vera sfortuna. La società però è straordinaria e c’è grande applicazione da parte di tutti: sono ottimista, continuiamo ad inseguire il sogno play-off anche se adesso la classifica è brutta e pericolosa.
La Primavera del Torino sta facendo vedere ottime cose: campionato di vertice e ritorno di semifinale di Coppa Italia oggi pomeriggio contro la Juve; tutto questo è senza dubbio un segno dell’ottimo lavoro di Moreno Longo che sta seguendo il percorso iniziato da lei e da Asta negli anni scorsi, alla faccia di tutti quelli che contestavano l’operato granata in fatto di settore giovanile.
Il settore giovanile del Toro non ha le forze di quello delle grandi società ma riesce comunque sempre a far emergere giocatori di valore, come negli ultimi anni Ogbonna, Suciu e Gomis. Io e Asta abbiamo lavorato in condizioni di grande disagio, basti pensare che addirittura molti dei ragazzi che giocavano allora hanno abbandonato il calcio. Ora le cose vanno meglio e Moreno sta facendo grandi cose, anche se non avevo nessun dubbio su di lui perché è serio e preparato come tutte le persone che si occupano dei giovani del Torino. Io sono arrivato alla semifinale del Viareggio e mi auguro che lui riesca a fare meglio.
Magari a vincerlo?
Lo spero tanto, sarebbe bellissimo, un sogno.
Roberto Maccario
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