Toro News Interviste Bondielli (La Nazione): "Carrarese alla ricerca di identità. I punti di forza..."

Bondielli (La Nazione): "Carrarese alla ricerca di identità. I punti di forza..."

Davide Bonsignore
Scopriamo i primi avversari del Torino nella nuova stagione grazie a chi li segue sempre da vicini

Ci siamo: sta cominciando la stagione 2026/27. La prima partita ufficiale dei granata di Abate sarà valida per il turno preliminare di Coppa Italia: allo stadio Olimpico Grande Torino arriva la Carrarese di Cioffi. I toscani devono fare ancora tanto sul mercato ma contano su una preparazione estiva di livello. Di questi e molti altri temi ne abbiamo parlato con il collega che segue sempre da vicino la squadra della provincia di Massa-Carrara. Si tratta di Gianluca Bondielli, giornalista de La Nazione, che noi ringraziamo per essersi concesso ai nostri microfoni e per averci presentato il prossimo avversario del Toro.

Buongiorno Gianluca, come sta andando la preparazione estiva della Carrarese? “È stata fatta una prima parte in Trentino e una seconda nell’entroterra di Massa-Carrara. Non ci sono stati infortuni di rilievo o giocatori che sono rimasti indietro, tutti hanno portato avanti il lavoro in maniera positiva. Cioffi si è dichiarato entusiasta. La Carrarese ha scelto di fare solo due amichevoli: contro Napoli ed Entella. La prima persa 2-0, la seconda vinta 1-0. Il ringiovanimento della rosa, portato avanti con una sorta di rivoluzione, finora non ha prodotto avvisaglie particolarmente negative. È sotto gli occhi di tutti che è una squadra ancora alla ricerca di una sua identità, sia tattica sia a livello di organico”.

Quali sono i precetti tattici di partenza? “Cioffi è stato preso anche perché lui è un fermo assertore del 3-5-2, stesso modulo del suo predecessore. Quindi i giocatori erano già impostati sui movimenti, non c’è stata una rivoluzione tattica. Mancano ancora degli esterni a destra, al momento giocano adattati un braccetto destro e un esterno sinistro”.

Cioffi sta riuscendo a gestire la pesante eredità di Calabro? “Per ora sì. Carrara è una piazza che lo lascia anche lavorare molto tranquillo, senza pressioni. Ha avuto un ambiento positivo per lavorare, lui si è detto soddisfatto. Serviranno ancora delle partite, anche per capire le differenze con Calabro. La sua era una squadra molto aggressiva, il 3-5-2 di Cioffi in Serie A è sempre stato più di ripartenza, più attendista”.

La Carrarese è una squadra pronta? “Ci sono state un po’ di uscite importanti, compresi giocatori rappresentativi. A partire, naturalmente, dall’allenatore che in due anni e mezzo ha fatto una promozione e due salvezze insperate, senza neanche i play-out. Sono stati ripristinati alcuni prestiti, sono stati presi dei giovani però mancano giocatori di esperienza. È anche vero che la Carrarese ha spesso fatto mercato negli ultimi giorni, cercando di prendere anche dalla Serie A. Credo che sarà una squadra ancora in maschera contro il Torino, che dovrà completare il mercato nella settimana successiva. È una squadra ancora in costruzione. Questa partita potrebbe mettere a nudo delle défaillance che ci sono ancora”.

Quali sono i punti di forza e di debolezza della Carrarese? “Secondo me i punti di forza sono la compattezza e l’equilibrio: è una squadra che riesce a trovare le distanze, i giocatori si aiutano l’uno con l’altro. In quanto a debolezze, non ha dei veri e propri giocatori che fanno la differenza, che anche in Serie B si caricano la squadra sulle spalle. È una squadra che ha bisogno del collettivo, non ha elementi che possano fare la differenza. L’unico potrebbe essere Abiuso, che però è un finalizzatore. Il giocatore più rappresentativo è Schiavi di quelli che sono rimasti, però ha avuto un affaticamento per cui non ha giocato contro l’Entella. È un play argentino che fa calcio, batte i piazzati, ha il tiro da lontano. Non sono sicuro recupererà per il Torino”.