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Camolese: “Verdi, fai come Asta: da esterno a mezz’ala per svoltare”

Federico De Milano

Esclusiva TN / L’ex allenatore del Torino ha parlato del momento della squadra di Nicola collegandosi con anedotti del suo passato in granata

Dopo il derby di sabato pareggiato 2-2 contro la Juventus è intervenuto in esclusiva ai microfoni di ToroNews Giancarlo Camolese, ex giocatore ed allenatore del Torino. “Camola”, diventato da poco vice-presidente Aiac, da persona che dei derby di Torino ne sa qualcosa (vedi la storica rimonta da 0-3 a 3-3 del 2001) ci ha detto la sua sulla partita di sabato e più in generale su cosa si aspetta dal finale di stagione della squadra di Davide Nicola.

Camolese, un commento sul derby contro la Juventus? Come le è sembrato questo Toro?

Una bella partita, un ottimo Toro che ha giocato bene e che ha saputo interpretare la partita. Ha dimostrato di essere in un ottimo momento di squadra e di gruppo, sono tutte cose che fanno ben sperare per la continuazione del campionato".

Un altro 2-2 in un derby tra Toro e Juve è stato il 12/12/2000, si ricorda chi sedeva sulla panchina granata? "Sì, era stato un bel 2-2 anche quello, purtroppo anche lì siamo stati raggiunti a poco dalla fine, però era un derby diverso rispetto a quest'ultimo. Quello di sabato è stato un derby in cui entrambe le squadre avevano assolutamente bisogno di fare punti, nessuno poteva permettersi di perdere".

Cosa ne pensa dell'impatto di Nicola da quando è arrivato sulla panchina del Toro?

"Sta facendo molto bene, penso che questo derby possa essere un momento di svolta perché normalmente è una partita molto significativa e può dare la consapevolezza di poter fare molto bene. Ieri per esempio mi è piaciuto molto Verdi schierato a centrocampo".

Quindi lei approva la scelta di Nicola di schierare Verdi mezzala?

"Sì, può comunque spostarsi anche sull'esterno dove si è sempre trovato meglio, comunque quella di ieri è stata un'opportunità che Verdi ha sfruttato e ha dimostrato di poter far bene questo ruolo".

Possiamo dire che questa mossa di mettere Verdi a centrocampo ricorda quello che lei fece con Antonino Asta, un esterno naturale, schierandolo da interno?

"Il calcio non l'ho né inventato io né l'ha inventato Nicola, però capita che ci sono giocatori che, pur se sono abituati a giocare un po' più sull'esterno, se portati internamente possono comunque fare bene. Nel 2001-2002 avevo spostato Asta in mezzo perché avevamo bisogno di maggiore copertura sugli esterni, però non potevo rinunciare alla fantasia e alla bravura di Asta, come credo che il Toro oggi non possa rinunciare facilmente alle qualità di Verdi: quindi penso che sia una soluzione che possa rappresentare un buon compromesso".

Anche Nicola ieri ha confermato questa soluzione dicendo che se Verdi si convincesse di questo nuovo ruolo potrebbe aprirsi una nuova carriera per lui.

"Beh, io posso dire che Asta giocando in quel nuovo ruolo riuscì ad andare in Nazionale; l'augurio che faccio a Verdi e al Toro è che questa idea possa funzionare bene anche stavolta. Possono aprirsi nuove prospettive anche per lui e spero che il precedente di Tonino possa essere di buon auspicio".

A proposito di Nazionale, dato che ultimamente è stato convocato da Mancini, come valuta l'impatto di Mandragora sul centrocampo del Toro?

"Benissimo, lui e Sanabria si sono rivelati due ottimi acquisti, credo che Mandragora abbia grandi prospettive davanti. Mi è piaciuto molto l'entusiasmo con cui ha accettato il Toro e credo che possa diventare un punto di riferimento per il Toro del futuro".

Considerando anche i risultati di Parma e Cagliari, quante chance dà al Torino di potersi salvare adesso che mancano ancora una decina di partite e il Toro dovrà anche recuperare la gara con la Lazio?

"Bisogna pensare partita per partita e poi si è salvi quando lo dice la matematica. Ci sono buone sensazioni dopo questo derby però non bisogna abbassare la guardia; ma questo Nicola lo sa perfettamente. Soltanto la matematica dirà quando il Toro potrà sentirsi tranquillo".