interviste

Camolese: “Il Toro non è da Serie B. Longo? Ha bisogno di tranquillità”

Gualtiero Lasala

Esclusiva TN / L’ex allenatore del Torino in esclusiva ai nostri microfoni: “Moreno ha il vantaggio di conoscere l’ambiente. Non ci vuole fretta”

Cinquantanove anni da cuore granata: Il 25 febbraio 1961 nasceva Giancarlo Camolese, prima giocatore e poi allenatore granata in due diverse parentesi: dal 2000 al 2002 centrò prima una promozione da record e poi la qualificazione nella coppa Intertoto, mentre nel 2009 non riuscì ad evitare una retrocessione nonostante avesse raddrizzato una stagione compromessa con un buon finale di campionato. Approfittiamo della gentilezza di “Camola”, come al solito disponibilissimo per una chiacchierata a tinte granata, per commentare il momento difficile del Torino.

Tanti auguri, Giancarlo. Sta seguendo il Torino in questo periodo?

Sì, sto vedendo molte partite. Ho visto anche il Toro. Penso che sia un momento difficile, però credo che Moreno Longo abbia le competenze con il suo staff per uscirne fuori.

Crede che Moreno sia stata la scelta giusta? Come giudica il suo lavoro?

“Penso che le scelte siano tutte opinabili e discutibili, però credo che in questo caso fosse l’opzione più logica. Conosce l’ambiente, che ha tranquillizzato grazie al suo senso di appartenenza. Ma non solo, Longo ha le competenze per poter sistemare la squadra anche dal punto di vista tecnico. Consideriamo sempre che quando un allenatore subentra, difficilmente riesce ad incidere subito. Proprio perché deve conoscere i giocatori. Poi il Toro aveva anche qualche infortunato di troppo e c’erano da recuperare tanti elementi... Bisogna dare al tecnico la possibilità di poter lavorare con la tranquillità necessaria”.

https://www.toronews.net/campionato/coronavirus-la-richiesta-di-lega-e-figc-la-serie-a-si-giochi-a-porte-chiuse/

Si passa al Napoli, dopo il rinvio di Torino-Parma. Crede che possa essere il match della rinascita?

“Il Toro ha l’obbligo di andare a lottare su ogni campo. Il Napoli in questo momento si è rimesso a posto, anche Gattuso ha avuto bisogno di tempo per sistemare la squadra. Le qualità dei giocatori del Napoli sono di livello e non sarà facile. Ma il Toro dovrà combattere su ogni campo e Napoli è un’opportunità. In questo momento, e questo vale per tutte le squadre, non importa più contro chi giochi, devi tirare fuori punti da ogni campo.”

Anche lei è stato allenatore del Torino: in onore del suo compleanno, qual è il ricordo più indelebile della sua esperienza in granata?

“Io ne ho avuti tanti di momenti bellissimi, come il campionato di B, le otto vittorie di fila, o i due derby molto belli. Non saprei scegliere un solo momento. Diciamo che sono felice di aver potuto scrivere una pagina della grande storia del Torino, con giocatori che in quel periodo lì hanno dato tutto quello che era nelle loro possibilità.”

https://www.toronews.net/toro/toro-le-concorrenti-non-vincono-ma-convincono-puoi-affidarti-solo-a-te-stesso/

Se lei fosse ancora allenatore del Toro, a chi si affiderebbe tra i giocatori per far rinascere la squadra?

“A tutti. Perché è quello che sta facendo anche Longo con il suo staff. Quando vuoi uscire da queste situazioni del bisogno dell’aiuto di tutti. Il Toro ha bisogno che tutti i giocatori migliorino il loro rendimento. Credo ci sia bisogno di tutti”.

Crede che il Torino possa andare in Serie B? Se accadesse, cosa pensa potrebbe succedere?

“Io non credo che il Toro rischi la Serie B. Però bisogna invertire la tendenza negativa il più velocemente possibile. Per la qualità dei giocatori, il Toro comunque è la squadra che ha vinto a Roma e ha fatto 27 punti in un girone. Non faccio parte dei catastrofisti, bisogna solo ritrovare il rendimento. Quando in Serie A si va in crisi per diversi motivi, c’è da riprendersi perché gli avversari sono sempre partite complicate.”

Parliamo di lei. Cosa ha in mente per il futuro?

“In questo momento le cose che faccio mi piacciono. Lavoro per l’associazione allenatori, per il settore tecnico. Mi piace il campo e il calcio, è chiaro che allenare è qualcosa che rientra nelle mie idee, però dovrei trovare una situazione che mi consenta di farlo. Troppe volte gli allenatori vengono presi per quattro partite e vengono mandati via, e non è quello che cerco. Non deve essere per forza tra gli adulti, ma anche tra i ragazzi. Proprio perché determinate esperienze le ho fatte, voglio vedere i giocatori crescere e migliorare. Poi se questa possibilità ce l’ho in certe categorie bene, ma prenderei in considerazione anche di farlo nel settore giovanile.”

Lei è stato l’ultimo allenatore granata a vincere a Napoli contro il Napoli. Cosa augura a Moreno Longo?

“Sono l’ultimo che ha vinto a Napoli, è vero. Questo è l’in bocca al lupo che faccio a Moreno, sarei contento se Longo mi battesse”.