Carlo Nesti a TN: "Cairo ha detto tante bugie. Gliel'ho fatto presente ma..."
Il suo accento, la sua inflessione, il suo garbo e la sua eleganza sono un marchio di fabbrica riconosciuto in tutto il giornalismo italiano. Storica voce della Rai, oggi Carlo Nesti continua a essere un punto di riferimento per il martoriato calcio italiano. In esclusiva su Toro News cerca di tracciare un quadro della situazione partendo dal tribolato 2026 azzurro e arrivando ad analizzare la situazione del Torino e della presidenza Cairo.
Carlo buongiorno. La prima considerazione che le chiediamo riguarda il calcio italiano. Sabato parte la Serie A. Ha visto un movimento che ha imboccato quanto meno la direzione del cambiamento o è rimasto fermo immobile in questi mesi? "Non essendo giovane sono memore dello scandalo che avvenne a metà anni Sessanta quando l'Italia venne eliminata dai Mondiali del 1966 dalla Corea del Nord. Ci furono interpellanze parlamentari e tante discussioni simili alle oggi. Però, a quel tempo fruttarono una decisione forte destinata a segnare il nostro calcio per diverse stagioni: le frontiere rimasero chiuse da inizio stagione 1966/67 fino agli albori degli anni Ottanta. Questa decisione dimostrò quanto i club ci tenessero alla Nazionale azzurra, quanto fossero disposti a piegarsi rispetto alla Federazione. L'estate 2026, invece, spiace dirlo, è stata assolutamente farsesca. L'impressione dagli altri paesi sarà stata quella di un grande caos proprio per cercare di arrivare a delle riforme, a delle variazioni di campionati per tutelare la Nazionale, mentre invece ci sono state soltanto chiacchiere, candidature, nomination come se fossimo agli Oscar. Da un giorno all'altro ci sono stati personaggi rimossi fino ad arrivare a una scelta molto discutibile come quella di Mancini commissario tecnico o a una scelta come quella fatta sulla Bianchedi, proveniente da un altro sport che è stata fatta capo delegazione. Sono rimasto molto deluso perché al di là di qualche buona riforma praticata in Serie C grazie a Zola, non è stato fatto nulla. Le cose si faranno, si devono fare per forza, però abbiamo perso tantissimo tempo per scegliere il presidente federale e il commissario tecnico. Si poteva iniziare a lavorare per il bene della Nazionale dal giorno dopo l'eliminazione dal Mondiale contro la Bosnia".
© RIPRODUZIONE RISERVATA