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Cauet: ''Nel derby può succedere di tutto''

Roberto Maccario
Toro e Juve sono sul punteggio di 1-1: Marco Ferrante ha risposto al goal di Trezeguet. Poco dopo Lucarelli si smarca sulla destra e mette in mezzo un buon pallone che Benoit Cauet, in scivolata, riesce a mettere dentro con la complicità di Gigi Buffon. E’ questo...

Toro e Juve sono sul punteggio di 1-1: Marco Ferrante ha risposto al goal di Trezeguet. Poco dopo Lucarelli si smarca sulla destra e mette in mezzo un buon pallone che Benoit Cauet, in scivolata, riesce a mettere dentro con la complicità di Gigi Buffon. E’ questo l’ultimo goal granata nel derby, stagione 2001/2002, un goal che corona una grande prestazione da parte del Torino ma che verrà poi vanificato dalla beffa di Enzino Maresca.

Noi di TN abbiamo sentito in esclusiva l’autore di quella rete, oggi allenatore dei Giovanissimi Nazionali dell’Inter.

Ciao Benoit, sei tu ad aver bucato la Juve per l’ultima volta in un derby: che serata è stata? Che sensazioni hai provato?

E’ stata un’emozione pazzesca, anche perché quello era un derby molto sentito, con tanti tifosi da entrambe le parti. Ritengo di essere stato fortunato perché in quella stagione ho giocato due derby che sono entrati nella storia: sono state due partite bellissime, combattute, rocambolesche, giocate da due grandi squadre.

Tornando al derby del tuo goal, tu che eri in campo puoi raccontarci esattamente il famoso episodio di Maresca? Quello delle corna come sfottò a Ferrante?

Subito non ce ne siamo accorti perché dopo il goal della Juve c’era grande confusione, appena ce ne siamo resi conto ci siamo arrabbiati molto però poi per fortuna le cose sono tornate alla normalità: nel derby episodi del genere si possono anche comprendere perché la tensione è alta da entrambe le parti, l’importante è non esagerare mai perché deve essere sempre una partita corretta con due tifoserie splendide che spingono al massimo i loro beniamini.

Prima parlavi della stracittadina d’andata di quella stagione, che tra l’altro coincise anche con il tuo debutto in maglia granata: che partita fu?

Fu un match particolare, stranissimo: io ero arrivato a Torino da appena una settimana e Camolese mi gettò nella mischia dall’inizio. Subito sotto per tre a zero ci sentivamo veramente frastornati ma poi siamo riusciti a ribaltare il risultato alla grande, una rimonta incredibile che solo il Toro poteva fare. La storia lo ha dimostrato ancora una volta: nel derby può succedere di tutto.

In generale quella fu un’ottima stagione, forse la migliore del Toro nell’ultimo decennio, non credi?

Sì, sono d’accordo: arrivai che non stavo benissimo fisicamente ma poi riuscii a integrarmi bene; eravamo un gruppo che cercava fiducia e, quando l’abbiamo trovata, abbiamo fatto benissimo, grazie a Camolese e a diversi giocatori importanti come Ferrante, Lucarelli e Simone Vergassola. All’epoca inoltre anche il settore giovanile andava alla grande, con giocatori come Tiribocchi e Fabio Quagliarella.

Quest’anno però i ragazzi del Toro stanno facendo bene e la Primavera di Longo è nei primi posti della classifica: sono segnali positivi per il futuro, non ti pare?

Sì e ne sono molto contento: i giovani sono stati l’anima di questa società e devono continuare ad esserlo; adesso il Toro sotto questo punto di vista sta migliorando ma credo che ci sia ancora tanto da lavorare e ampi margini di miglioramento. In tempi di crisi come questi è fondamentale trovare alternative e investire sui giovani può essere una di queste.

Tornando alla partitissima di sabato sera, come la vedi? Il Toro è ovviamente sfavorito, inutile negarlo, ma cosa può fare per sovvertire il pronostico?

Io spero con tutto il cuore che il Toro dimostri tutto il suo valore, un valore che ha, perché sta facendo a mio avviso un gran campionato con un allenatore bravissimo, e poi…spero che qualcuno finalmente riesca ad emularmi e a segnare di nuovo( ride ndr). La Juve è favorita ma, come ho detto prima, il derby è una partita particolare, aperta a ogni risultato.

Infine una domanda di mercato per un grande esperto di Ligue 1 come te: quest’estate i granata erano sulle tracce di Romain Alessandrini, esterno del Clermont Ferrand ora in forza al Rennes dove sta facendo vedere grandi cose, pensi che il giocatore possa ancora arrivare a Torino o non ci sono più speranze?

L’opportunità c’è sempre ma, chiaramente, essendo ora passato nella massima serie e militando in una società forte come il Rennes, il giocatore costa molto di più e per prenderlo bisogna fare un investimento maggiore. E’ sempre meglio prenderli quando non giocano ad alti livelli e da questo punto di vista la Ligue 2 francese può rappresentare un ottimo serbatoio: si possono acquistare giocatori interessantissimi con budget estremamente contenuti e, di conseguenza, si possono fare grandi affari. Inoltre in quel campionato si trovano elementi già pronti per il grande salto nonostante la giovane età, perché c’è più coraggio nel lanciare i ragazzi e molti a 18 anni già giocano in prima squadra.

Grazie Benoit.

Grazie a voi e…Forza Toro!

Roberto Maccario