Toro News Interviste ''Che dolore, Salerno è una grande piazza''
Interviste

''Che dolore, Salerno è una grande piazza''

Roberto Maccario
di Roberto Maccario - La notizia era nell’aria da diverso tempo ma nei giorni scorsi è arrivata l’ufficialità: la Salernitana ha dovuto dichiarare il fallimento e, dalla prossima stagione, ripartirà dalla serie D. Si tratta sicuramente di una situazione molto difficile, dalla quale sarà dura risollevarsi. Noi di TN facciamo gli auguri ai tifosi della Salernitana, detti i granata del sud,...

di Roberto Maccario - La notizia era nell’aria da diverso tempo ma nei giorni scorsi è arrivata l’ufficialità: la Salernitana ha dovuto dichiarare il fallimento e, dalla prossima stagione, ripartirà dalla serie D. Si tratta sicuramente di una situazione molto difficile, dalla quale sarà dura risollevarsi. Noi di TN facciamo gli auguri ai tifosi della Salernitana, detti i granata del sud, e per l’occasione abbiamo intervistato Iacopo “Iaio” Balestri, ex Toro e tra i campani nell’ultimo campionato.

Ciao Iacopo, nei giorni scorsi è arrivata la notizia di questo triste fallimento: un vero peccato perché Salerno è una piazza importante che meriterebbe di stare molto più in alto.
Dispiace tantissimo, la Salernitana è una società importante con un pubblico meraviglioso, molto caldo e passionale; qui ci sono le basi per fare bene. Purtroppo c’era una situazione finanziaria difficile che si protraeva da alcuni anni, i debiti erano sempre più pesanti e la mancata promozione in serie BWIN è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Nonostante tutti questi problemi, quest’anno sotto la guida di Breda avete disputato un’ ottima stagione arrivando alla finale play-off persa con il Verona.
E’ vero, credo che tutti meritino applausi: i giocatori, l’allenatore, i dirigenti e lo staff; sebbene ci fosse una situazione a dir poco confusionaria, con sette punti di penalizzazione in classifica e il pagamento saltuario degli stipendi, abbiamo disputato un campionato strepitoso arrivando a giocarci la promozione in finale.

Passiamo adesso ad argomenti, si spera, più allegri: facendo i debiti scongiuri, sta nascendo un bel Toro.
Devo confessare di aver seguito poco la campagna acquisti, credo però che Ventura sia un ottimo tecnico e le sue squadre giocano molto bene; lo dico perché io sono tifoso del Pisa e ho seguito diverse partite dei nerazzurri sotto la guida del neo allenatore granata.

Tu eri, e sei ancora, un terzino sinistro; ritieni che con il ritorno di Rubin e la conferma di Zavagno i granata siano ben coperti in quel ruolo?
Direi di si: Rubin ha dimostrato di cavarsela bene anche in serie A mentre Zavagno è un elemento molto sicuro ed esperto e Ventura lo conosce bene avendolo allenato a Pisa.

Se dovessi incorniciare un momento dei tuoi due anni vissuti a Torino quale sceglieresti?
Senza dubbio la finale di ritorno dei play-off contro il Mantova nel 2006: quello è stato il top, adrenalina pura.

Hai ancora qualche contatto con i tuoi ex compagni del Toro?
Si, sento spesso Ale Rosina, Stellone, qualche volta Muzzi, Gallo e Jimmy Fontana; inoltre nell’ultimo campionato ho incrociato da avversario Davide Nicola, tecnico del Lumezzane.

Dopo la disavventura della Salernitana, cosa farai?
Non lo so ancora di preciso ma di sicuro voglio continuare a fare il calciatore, finchè sto bene fisicamente voglio scendere in campo, non è ancora venuto il momento di lasciare il calcio anche perché so che mi mancherebbe troppo.

Foto M. Dreosti