Cola: ''Il Torino ha un tifoso in più''
di Alessandro Salvatico
Toccato dalle parole che Giancarlo Camolese ha rilasciato nel corso di un'intervista esclusiva a TN, Stefano Colantuono chiede di poter replicare, sempre attraverso le nostre pagine, alle osservazioni dell'allenatore di San Mauro che aveva dichiarato: “Ha scelto il momento peggiore per salutare, mancando anche di rispetto il Torino. Avrebbe potuto benissimo aspettare un giorno, anziché dichiarare immediatamente che sarebbe tornato a casa sua, all’Atalanta, per poi dire subito dopo che ha voluto bene a tutti. Era meglio evitarlo. […] non voglio giudicare l’operato di Colantuono. Anzi, il girone di ritorno è stato veramente molto importante. Ma mi ha fatto veramente dispiacere sentire le sue dichiarazioni nel post partita contro il Brescia: è veramente sintomo che nel calcio, lo stile non è più tanto di casa”. Riportiamo dunque qui di seguito le dichiarazioni che ci affida Colantuono.
“Non voglio polemizzare con Giancarlo -inizia il tecnico romano- che è persona che conosco e stimo, e mi è sempre parsa equilibrata. L'unica cosa che non posso accettare è, però, che si dicano parole su cose che non si conoscono”. E poi, si va nello specifico del post-partita di Brescia: “Io non avevo proprio intenzione di fare nessun annuncio: ho solo risposto ad una domanda. Andiamo con ordine. Io, domenica sera, vengo in sala stampa con una sola idea in testa: ringraziare i tifosi. Lo volevo fare subito, perché sapevo che poi il giorno dopo ci sarebbero stati mille altri articoli sui giornali, e ci si sarebbe subito proiettati sul futuro come infatti, giustamente, è stato”. Perché quest'urgenza? “Per i motivi che ho detto e perché, davvero, sentivo di doverlo fare: mi sono unicamente permesso di dire grazie alla gente perché, nel girone di ritorno, sono stati straordinari, importantissimi. E, anche a Brescia, dopo la sconfitta ci hanno applauditi. Io non dimenticherò mai queste cose, e da domenica il Toro ha un tifoso in più”.
Da cosa nasce, poi, l'equivoco? Alcuni giornalisti presenti rivolgono a Colantuono la precisa domanda sul futuro: resterà al Torino? E il diretto interessato, semplicemente, risponde. “Cosa dovevo fare, prendere per i fondelli i tifosi? Non l'ho mai fatto, non sono capace; sono schietto, e schiettamente ho risposto, ho sbagliato a fare questo? Dovevo cincischiare, dire che non sapevo ancora cosa avrei fatto...?”. Probabilmente no. “Ma l'unico motivo per cui ero lì era salutare la gente. Non faccio il ruffiano, se mi conoscete lo sapete; e vi dico che il Toro ha un tifoso in più, è stato un anno indimenticabile, nelle gioie e nei dolori che ci sono stati”.
L'ex-tecnico dell'Atalanta, qui, si abbandona a qualche considerazione proprio sull'annata appena conclusa, un'annata “molto impegnativa, particolare. Il mio contratto non prevedeva un rinnovo in caso di mancata promozione, ma anche se avessimo raggiunto l'obiettivo avevo detto al presidente che forse non sarei rimasto comunque: ripeto, un anno qui è molto intenso. E' stata un'esperienza formativa, mi sono forgiato; e ho capito, per la prima volta, cosa vuole dire legarsi in maniera viscerale a dei colori. Mi è successo qui, a Torino”. Prima di chiudere, un ultimo chiarimento sulla questione che ha generato questa replica da parte di Colantuono: “Voglio ribadire a Giancarlo Camolese, con la massima serenità, che forse è stato un po' imprudente nelle sue parole; non ho mancato di rispetto a nessuno dicendo che all'Atalanta mi sono trovato bene, e anzi l'avrei fatto se avessi fatto il falso non rispondendo la verità alla domanda che mi era stata posta. Glielo dico, sia chiaro, con immutata stima per l'allenatore e per l'uomo”. E in bocca al lupo a Stefano Colantuono.
(Foto: M. Dreosti)
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